Liturgia & Musica

Questo spazio nasce dalla mia esperienza di moderatore della mail circolare "Liturgia&Musica", avviata nel dic. 2005 per conto della “Associazione Italiana Organisti di Chiesa” (di cui fui segretario dal 1998 al 2011) al fine di tener vivo il dibattito intorno alla Liturgia «culmine e fonte della vita cristiana» e al canto sacro che di essa è «parte necessaria ed integrante» unitamente alla musica strumentale, con particolare riferimento alla primaria importanza dell'organo.

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lunedì 28 marzo 2016

L'Alleluia... quello gregoriano!


Egregio M.° Bottini,

è ormai quasi mezzo secolo che suono l’organo a messa da "mercenario" (faccio il tappabuchi: nella mia diocesi quando qualcuno s’assenta perché ha un concerto, o perché lo chiamano a suonare a sua volta in un’altra chiesa, chiamano il sottoscritto!)

La disturbo perché volevo portare a Lei e ai Suoi lettori questa mia breve riflessione.

Stamane, mattina di Pasqua, mentre intonavo per la trecentocinquantamilionesima volta l’Alleluia (quello che ormai viene definito - per antonomasia - "Alleluia quello gregoriano"!) [*], ho pensato tristemente come questa bella e semplice melodia (e proprio per questo divenuta il "passepartout" attraverso non importa quale festa!), abbia perso ormai la sua connotazione liturgica originaria [§], ovvero quella di caratterizzare il tempo liturgico più importante dell’anno, il corrente tempo di Pasqua!

Anzi, è una melodia divenuta talmente trita e ritrita (perché si usa sempre e ovunque non si sappia fare nessun altro tipo di Alleluia!) che è diventata anche un motivetto canzonatorio: pensate ad esempio quando viene accennato anche dai bambini (tutti, anche quelli che non mettono piede in chiesa e oratorio) quando vogliono dire «finalmente» oppure «ce l’abbiamo fatta»...

Il trionfo del banale!

È po’ la fine che ha fatto la cosiddetta Aria sulla Quarta Corda di Bach: ormai se la suoni in chiesa, la gente ti chiede stranita «ma che è… suoni la sigla di Quark alla Messa?!».

Questo per dire cosa?

Per dire che se quella sacra melodia ha perso la sua "pasqualità" intrinseca è a causa dell’accidia liturgico-musicale dei nostri sacerdoti: sissignori, nella mia ormai lunga carriera non ne ho mai trovato uno (dico uno!) che prima della messa mi abbia presentato un bel menu preconfezionato (nel senso di calibratamente pensato in base al tema liturgico del giorno), al contrario «mah... non so... fa te!», oppure «boh... direi, per cambiare, "Noi canteremo gloria a te"» e via dicendo... intanto che magari sta chiacchierando del più e del meno col sacrista...

Lei mi dirà: «ma perché non prende Lei stesso l'iniziativa di cambiare Alleluia?!». E io Le rispondo: già ci ho provato, ma subito vengo richiamato all'ordine: «Antonio, lascia, prendiamo cose che la gente già sa!»...

Insomma, sembra proprio che il canto sacro, unito alle parole, non sia più dal clero percepito come «parte necessaria ed integrante della liturgia solenne» (SC 112, v. http://win.organieorganisti.it/sacrosanctum_concilium.htm), al contrario come parte facoltativa e quasi estranea... per la serie: se cantiamo è meglio, ma anche se non cantiamo, fa nulla!

Siamo proprio servi inutili!

Grazie e stia bene!

Tonino Scialoja
umile organista liturgico nella diocesi di Cerveteri
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[*] https://youtu.be/FYEEI8_AgwA (modestamente, pur non avendo fatto studi accademici, io lo suono un po’ meglio!)
[§] Seconda Antifona di Comunione nella Messa di Pasqua (Graduale Simplex, p. 163; l'intero contenuto del Graduale Simplex si può scaricare cliccando http://media.musicasacra.com/books/graduale_simplex.pdf )

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