Liturgia & Musica

Questo spazio nasce dalla mia esperienza di moderatore della mail circolare "Liturgia&Musica", avviata nel dic. 2005 per conto della “Associazione Italiana Organisti di Chiesa” (di cui fui segretario dal 1998 al 2011) al fine di tener vivo il dibattito intorno alla Liturgia «culmine e fonte della vita cristiana» e al canto sacro che di essa è «parte necessaria ed integrante» unitamente alla musica strumentale, con particolare riferimento alla primaria importanza dell'organo.

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giovedì 21 agosto 2014

Nel centenario della morte di S. Pio X papa...

Il famoso motu proprio di S. Pio X papa sulla musica sacra - tra i primi atti del romano pontefice eletto il 4 agosto 1903 e del quale cadeva ieri il centenario della morte - rimase normativo nel cammino della musica sacra durante tutto il secolo passato e ancora oggi contiene elementi imprescindibili per orientare una materia che, in Italia, è lasciata sostanzialmente all'anarchia a causa della generale mancanza di precise direttive da parte dei vescovi, che mi pare considerino la liturgia stessa materia "di routine" sulla quale non è necessario pontificare [*] !

Nonostante ciò, fortunatamente, ormai da un paio di decenni, almeno l'Ufficio Liturgico Nazionale della CEI si occupa della formazione liturgico-musicale di coloro che, a vario titolo, si occupano della musica cultuale, all'opposto purtroppo non esiste alcun corso (o esame, come nella diocesi di Parigi) che sia effettivamente "abilitante" per l'esercizio della professione di organista di chiesa...

In proposito, sarebbe sufficiente che nei conservatori venissero potenziati i corsi di "organo per la liturgia" nel 2001 auspicati dalla CEI stessa e, in parallelo, i conservatori stessi prendessero accordi con le rispettive diocesi affinché vengano individuati posti di lavoro a concorso, grazie all'Otto-per-Mille alla Chiesa Cattolica, affinché i neo-diplomati possano effettivamente mettere pienamente a frutto le competenze raggiunte mediante l'alta formazione musicale ricevuta.

Riassumendo:

- necessità di più chiare direttive liturgico-musicali da parte dei vescovi
- accordi conservatori/diocesi in materia di reali sbocchi lavorativi a livello locale
- individuazione di fondi CEI da destinare a chiese importanti o a qualunque parrocchia richieda la presenza di un organista professionista

Utopie?! A me pare di no, basta che chi ha il potere di decidere, decida!

Noi organisti siamo a disposizione per un franco dialogo...

Paolo Bottini

[*] A conferma di questa apparentemente forte affermazione, desidero riportare la testimonianza di Giacomo Baroffio resa in occasione “XXXV Semana de estudios gregorianos” presso Abadia Santa Cruz del Valle de los Caidos il 29 agosto 2014):

Penso spesso a un incontro di anni fa con un autorevole cardinale della Curia romana. Alle mie lamentele sull’atteggiamento dei vescovi italiani nei confronti del canto gregoriano e della musica sacra, il porporato mi disse testualmente: “Il fatto che i vescovi italiani non apprezzino il gregoriano e la musica sacra è la conseguenza di una situazione ben più grave e delicata. La maggior parte dei vescovi non ha nessun interesse per la liturgia!”. Peccato che queste parole il cardinale non le abbia tuonate davanti all’assemblea generale della Conferenza episcopale.

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