Liturgia & Musica

Questo spazio nasce dalla mia esperienza di moderatore della mail circolare "Liturgia&Musica", avviata nel dic. 2005 per conto della “Associazione Italiana Organisti di Chiesa” (di cui fui segretario dal 1998 al 2011) al fine di tener vivo il dibattito intorno alla Liturgia «culmine e fonte della vita cristiana» e al canto sacro che di essa è «parte necessaria ed integrante» unitamente alla musica strumentale, con particolare riferimento alla primaria importanza dell'organo.

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giovedì 20 dicembre 2012

Il nascondimento del musicista di chiesa

Gentili lettori,

secondo Benedetto XVI «vi è una ragione in più per ritenere che sia nuovamente l'ora di trovare il vero distacco del mondo, di togliere coraggiosamente ciò che vi è di mondano nella Chiesa» [citazione tratta da qui].

Ebbene, permettetemi di suggerirvela una cosa mondana che dal culto andrebbe tolta immantinente: la visibilità ai fedeli di tutti coloro che fanno canto e musica in maniera specialistica!

A mio parere, il fedele che partecipa al culto divino nella Chiesa cattolica non dovrebbe essere turbato dal fare umano dei ministri del canto e della musica, perché tutto deve tendere verso Cristo Eucaristia!

Non includerei, naturalmente, in questo repulisti la figura del cantore-salmista, vero e proprio ministero (cfr IGMR 61, 102) il quale deve proclamare in canto la Parola di Dio davanti al popolo per essere ben inteso (anche se, grazie all'ausilio - ovvero presenza ingombrante, fuorviante, distorcente, allucinante - dei sistemi d'amplificazione elettrica della voce... a che serve essere visti al fine di essere meglio intesi?! Ma questo è altro argomento...).

Invece dico: via dalla vista dei fedeli - perché a mio parere sommamente fuorviante per un necessario raccoglimento davanti al mistero eucaristico - direttori di coro che si sbracciano in maniera più o meno pittoresca, di coristi bocche che si contorcono curiosamente e corpi che ondeggiano ritmicamente, organisti che s'agitano su tastiere e pedaliere manovrando altresì misteriosi comandi di un'astronave di placchette bottoni e lucine!!

Ogni cosa che tolga lo sguardo all'Eucaristia - compresa l'ambigua faccia del prete costantemente rivolta verso i fedeli (ma qui si aprirebbe un dibattito che esula dal nostro campo...) - dovrebbe essere eliminata: a questo proposito vedete come la moderna architettura "sacra" tenda all'essenziale, invece all'opposto le nostre messe si riempiono di parole inutili, didascalie verbo-gestuali che non sono altro che pleonasmi.

Per questo una volta le cantorie erano sapientemente occultate da grate lignee... diamine, è tanto semplice: vi siete mai chiesti perché nel teatro d'opera l'orchestra è nascosta al pubblico?!... È la "scena" del Sacrificio Eucaristico che deve attirare tutta la nostra attenzione, non il curioso agitarsi della "macchina-orchestra" di organisti, coristi, animatori etc.!

Detto ciò, capirete che non suona affatto come desueta, dopo quasi 110 anni, la raccomandazione di Pio X, nel suo motu proprio sulla musica sacra, che reputava «conveniente che i cantori, mentre cantano in chiesa» non solo «se trovansi in cantorie troppo esposte agli occhi del pubblico, siano difesi da grate» ma addirittura «vestano l’abito ecclesiastico e la cotta» (quest'ultima raccomandazione è ancora oggi regola nella basilica di S. Pietro in Vaticano, ad esempio, ove invece la prima è anche lì regolarmente disattesa).

E ancor meno desueta la drastica raccomandazione di S. Girolamo, commentando Efesini 5,9:

«I giovani che nelle chiese attendono al servizio delle salmodie, devono sapere che non si deve cantare per Dio con la voce, ma con i cuori; non spalmare la gola e la voce con medicamenti, siccome si usa fare nei teatri, così che in chiesa risuonino teatralmente melodie e canzoni tornite» [§]


Allora, cari lettori, siete pronti per tirar cortine sulla balaustra della cantoria oppure a spostare la consolle dell'organo dietro l'altare?!

Grazie per la cortese attenzione e cordiali saluti.

Paolo Bottini

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[§] S. Girolamo, Commentariorum in epistolam ad Ephesios III, 5, in Patrologia Latina XXVI, p. 528, par. 652; traduzione italiana citata in: Joseph Ratzinger, Fondamento teologico della musica sacra - Cenni riassuntivi della disputa postconciliare sulla musica sacra, in La festa della fede, Jaca Book, 1983, testo completo cliccando qui

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