Liturgia & Musica

Questo spazio nasce dalla mia esperienza di moderatore della mail circolare "Liturgia&Musica", avviata nel dic. 2005 per conto della “Associazione Italiana Organisti di Chiesa” (di cui fui segretario dal 1998 al 2011) al fine di tener vivo il dibattito intorno alla Liturgia «culmine e fonte della vita cristiana» e al canto sacro che di essa è «parte necessaria ed integrante» unitamente alla musica strumentale, con particolare riferimento alla primaria importanza dell'organo.

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lunedì 30 dicembre 2019

Il Maestro di Cappella nel XXI secolo ...

«[...] Bisogna recuperare la figura del Maestro di Cappella, musicista professionista e compositore, in grado di produrre nuova musica sacra, di cui abbiamo tanto bisogno.
È inutile istituire commissioni, scrivere documenti, promuovere iniziative a livello nazionale o addirittura universale se poi non ci sono musicisti in grado di recepire, portare avanti e sviluppare eventuali direttive. Si punti piuttosto ad avere una folta schiera di professionisti che propongano nuove soluzioni, nuove composizioni, sarà poi la storia a selezionare quelle più riuscite.
Infine, mi si consenta, si tengano il più possibile fuori i preti da queste questioni. Pensino piuttosto a cantare la messa, cosa che non fa più quasi nessuno, e lascino ai laici quei compiti che possono assolvere e per i quali magari hanno sacrificato una vita di studio». [Federico Michielan su connessiallopera.it]


mercoledì 1 maggio 2019

L'organista "ministro" della musica



Gentili lettori,

vedete bene ormai tutti voi che al clero italiano non sta particolarmente a cuore il problema (perché di "problema" si tratta) della musica cultuale... figuriamoci quello dei ministeri liturgici laicali: per qualsiasi ruolo liturgico (lettore, accolito, salmista, cantore, organista) regnano sovrane l'improvvisazione e il pressappochismo!

Tuttavia il sacerdote cremonese Graziano Ghisolfi [*] ha ipotizzato, in un importante saggio (realizzato nel 2000 come tesi di compimento del Coperlim), il possibile percorso che porterebbe al riconoscimento ministeriale ed economico della figura dell'organista o, come da egli definita traducendo letteralmente dall'usato termine tedesco, del "Cantore" nel senso di responsabile del canto e della musica a livello liturgico-pastorale.

Cliccando https://www.organieorganisti.it/ruolo-pastorale-organista-chiesa-liturgico-ghisolfi si potrà leggere un estratto del lavoro del mio egregio concittadino...

Buona lettura e lieto di ricevere eventualmente il vostro parere in proposito.

Cordiali saluti

Paolo Bottini


Cremona, il 1° maggio 2019


[*] Don Graziano Ghisolfi, nato a Cremona nel 1963, ha intrapreso gli studi musicali presso la Civica Scuola Musicale “Claudio Monteverdi” di Cremona seguendo il corso di Pianoforte Principale del M° Fabrizio Garilli. Dopo gli studi classici e teologici ha approfondito la propria preparazione conseguendo il diploma in Musica Corale e Direzione di Coro presso il Conservatorio “A. Boito” di Parma. Si è successivamente perfezionato con S. Korn, M. Mungai e M. Berrini. Parallelamente ha conseguito il Diploma al Corso di Perfezionamento Liturgico-Musicale della Conferenza Episcopale Italiana (riconosciuto dalla Pontificia Università Lateranense di Roma) e, ultimamente, il Diploma in Formazione e Direzione di Coro Liturgico, sempre della Conferenza Episcopale Italiana. Collabora stabilmente con l’Ufficio Liturgico Nazionale in veste sia di cantore che di direttore di coro nella preparazione degli eventi della CEI. Pur impegnato nella pastorale, è insegnante presso la Scuola Diocesana di Musica Sacra “Dante Caifa” di Cremona, Responsabile della sezione “Musica per la Liturgia” dell’Ufficio Diocesano per il Culto Divino e Direttore del Coro della Cattedrale di Cremona.


domenica 29 aprile 2018

L'ORGANISTA IN CHIESA: da una professionalità riconosciuta ad una ministerialità acquisita




L'ORGANISTA IN CHIESA: 
da una professionalità riconosciuta ad una ministerialità acquisita

di Vincenzo De Gregorio [*]


[...] il tentativo di comunicare argomenti sulla professionalità dell'organista in chiesa e sulla sua ministerialità, costituisce né argine né confine, piuttosto, si potrebbe pensare, palude, incertezza. Ciò soprattutto se si accompagnano con i termini professionalità e ministerialità, gli aggettivi riconosciuto ed acquisito."Riconosciuta": da chi? Da che? "Acquisita": dove e da chi? [...]

In Italia la professionalità del musicista, considerata come abilitazione all'esercizio della professione, è praticamente inesistente non richiesta attestarsi per l'esercizio della professione musicale, se non nell'ambito degli ordinamenti scolastici al fine di essere ammessi alla professione di insegnante di musica nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado. Tale situazione è comune a tutto il mondo della produzione artistica, ed è ovvio che sia così, visto che l'abilità e la capacità nell'ambito dell'arte non sono legate ad un percorso didattico definito e definibile.

Resta vero, però, che proprio per questo motivo, i percorsi formativi scolastici ed accademici o di Conservatorio, nell'ambito dell'esercizio artistico sono a volte la necessaria condizione per instaurare un rapporto di reciproco riconoscimento e fiducia tra chi richiede l'arte al servizio di un suo progetto o di una sua esigenza e di chi questa arte offre. L'universo tanto articolato e variegato delle arti nell'ambito del mondo dello spettacolo, quello che viene promosso in tutte le circostanze festive e celebrative è ricco di artisti che non sono impegnati perché possiedono un titolo di studio: sono artisti e basta. [...]

Le incertezze sul destino della figura professionale dell'organista in chiesa, incertezze per le quali non abbiamo, purtroppo, motivo di sperare dissoluzione nei tempi prossimi, sono motivate sia dallo stesso ordinamento dell'insegnamento musicale in Italia sia, per motivi ancor più cogenti, dalla prassi e dagli ordinamenti vigenti nella Chiesa italiana, prassi e ordinamenti che a questa professionalità non dedicano nessuna attenzione concreta, se non in sporadiche situazioni.

Quale sia la figura di organista alla quale riferirci per attribuirgli, oggi, un identità professionale, è molto incerto: l'incertezza nasce dalla stessa figura degli organisti nella storia della chiesa italiana: quali sono state le professionalità richieste? Quali sono state le esigenze e le attese, nella Chiesa, nei confronti degli organisti sia da parte dei responsabili sia da parte dei fedeli? [...]

[*] preside del Pontificio Istituto di Musica Sacra e consulente musicale della Conferenza Episcopale Italiana

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