Liturgia & Musica

Questo spazio nasce dalla mia esperienza di moderatore della mail circolare "Liturgia&Musica", avviata nel dic. 2005 per conto della “Associazione Italiana Organisti di Chiesa” (di cui fui segretario dal 1998 al 2011) al fine di tener vivo il dibattito intorno alla Liturgia «culmine e fonte della vita cristiana» e al canto sacro che di essa è «parte necessaria ed integrante» unitamente alla musica strumentale, con particolare riferimento alla primaria importanza dell'organo.

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domenica 6 agosto 2023

Non si esageri nell'uso del microfono!

 



A vent'anni dalla morte del sacerdote e musicista cremonese

DANTE CAIFA
(Vescovato, CR, 22 dicembre 1920 - Cremona, 5 agosto 2003)

vi propongo di conoscere la sua musica sacra su https://www.lafeltrinelli.it/cd/artisti/don-dante-caifa (di cui anteprime audio su https://open.spotify.com/artist/7wf9yP6CTxnmIJ4MH7DuPJ) assieme ad alcune testimonianze che si possono leggere cliccando QUI.

Da parte mia ecco un gustoso scritto inedito.

Così don Caifa scriveva di suo pugno accompagnando le ufficiali indicazioni per l'animazione del canto delle assemblee liturgiche promulgato nel 1985 dal vescovo di Cremona Enrico Assi: 

- « Due raccomandazioni (se le volete): 1) Non si esageri nell'uso del microfono da parte di chi guida l'assemblea: quando incombe una voce tonante, non vien voglia di cantare: tanto le altre voci parrebbero inutili; 2) Piuttosto che cantar male, non si canti. (Questa raccomandazione difficilmente sarà recepita; perché chi canta - comunque canti - non ama sentirsi dire e tanto meno pensare di cantar male) ». 

Nemmeno la prima di esse, mi pare, è mai stata recepita: anche le chiese più piccole ormai sono agghindate con impianti d'amplificazione che, di norma, sono regolati a volumi quasi assordanti, complice il naturale più o meno ampio riverbero delle volte di buona parte dei sacri edifici nonché la comune trasandatezza con cui vengono maneggiati gli impianti stessi...


In proposito eccovi quanto scriveva il p. Pellegrino Santucci già nel 1979:

- « Dopo la riforma liturgica di Paolo VI [...] oggi, è chiaro ormai, la Messa non è valida se non c'è almeno un'omelia e un microfono [...], meglio due, anzi tre: uno per il prete, uno per il lettore di sinistra, un terzo per quello di destra; meglio ancora se ce n'è un quarto perl'animatore [...] È risaputo che la virulenza di amplificazioni fastidiose è una turbativa fra le più gravi del sistema nervoso oltreché una sfacciata provocazione all'equilibrio viscerale. Il più delle volte poi gli altoparlanti funzionano male; negli ambienti grandi la dispersione delle onde sonore crea problemi tecnici di difficile soluzione. Come rimediano allora all'inconveniente i moderni vociferatori evangelici? Alzando il volume dell'amplificatore!... Niente di peggio: il rimbombo insopportabile crea automaticamente un clima da balera e c'è l'impressione di una muta di cani che abbaiano di notte. [...] ». [*]


Grazie per la vostra cortese attenzione e cordiali saluti.

Paolo Bottini

Cremona, il 5 agosto 2023

[*] Pellegrino Santucci, E se Cristo tornasse davvero, Edizione Grafopress, Bologna 1979, p. 158