Liturgia & Musica

Questo spazio nasce dalla mia esperienza di moderatore della mail circolare "Liturgia&Musica", avviata nel dic. 2005 per conto della “Associazione Italiana Organisti di Chiesa” (di cui fui segretario dal 1998 al 2011) al fine di tener vivo il dibattito intorno alla Liturgia «culmine e fonte della vita cristiana» e al canto sacro che di essa è «parte necessaria ed integrante» unitamente alla musica strumentale, con particolare riferimento alla primaria importanza dell'organo.

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lunedì 31 ottobre 2022

Per evitare un altro convegno sulla questione "organo e organista nella liturgia" ! ...



Gentili lettori,

sappiate che sono ormai passati più di vent'anni dopo il convegno "L'organista nella liturgia" promosso a Firenze dalla Associazione Italiana Santa Cecilia!

Mi auguro che tra gli organisti italiani vi siano ancora oggi molti che sperano in una migliore attenzione dei vescovi a tutto ciò che, nell'ambito del culto divino, può intendersi genericamente per "musica sacra", ovvero innanzitutto il canto liturgico popolare (materia che dovrebbe essere prioritaria ma che invece - lo vediamo ben tutti da decenni - è proprio la più trasandata, non essendovi alcun progetto unitario di iniziazione dei fedeli cattolici alla preghiera cantata), poi eventualmente la polifonia vocale (quanti cori sono stati smembrati in nome della - spesso fraintesa - «partecipazione attiva» dei fedeli?!), infine la musica per organo (che più ci interessa, anche se purtroppo lo spazio per la musica organistica è sempre più messo all'angolo).

A me sembra che l'attenzione dei vescovi per la musica sacra sia direttamente proporzionale al loro impegno per la valorizzazione della liturgia tout court: pressoché nullo! [*]

Spero dunque che a nessuno venga in mente di organizzare un altro convegno senza prima aver visto res, non verba!...

Grazie per la cortese attenzione.

Paolo Bottini

Cremona, il 31 ottobre 2022


[*] A conferma di questa apparentemente forte affermazione, desidero riportare la testimonianza di Giacomo BAROFFIO resa in occasione “XXXV Semana de estudios gregorianos” presso Abadia Santa Cruz del Valle de los Caidos il 29 agosto 2014): «Penso spesso a un incontro di anni fa con un autorevole cardinale della Curia romana. Alle mie lamentele sull’atteggiamento dei vescovi italiani nei confronti del canto gregoriano e della musica sacra, il porporato mi disse testualmente: “Il fatto che i vescovi italiani non apprezzino il gregoriano e la musica sacra è la conseguenza di una situazione ben più grave e delicata. La maggior parte dei vescovi non ha nessun interesse per la liturgia!”. Peccato che queste parole il cardinale non le abbia tuonate davanti all’assemblea generale della Conferenza episcopale».