Liturgia & Musica

Questo spazio nasce dalla mia esperienza di moderatore della mail circolare "Liturgia&Musica", avviata nel dic. 2005 per conto della “Associazione Italiana Organisti di Chiesa” (di cui fui segretario dal 1998 al 2011) al fine di tener vivo il dibattito intorno alla Liturgia «culmine e fonte della vita cristiana» e al canto sacro che di essa è «parte necessaria ed integrante» unitamente alla musica strumentale, con particolare riferimento alla primaria importanza dell'organo.

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sabato 14 febbraio 2026

Abbasso il "Gloria" di Lourdes!

 


Diciamolo con chiarezza.
Il cosiddetto "Gloria di Lourdes" non è il Gloria della liturgia.
È una canzone costruita con ritornello e strofe.
E il Gloria non è una canzone. 
Il Gloria è un inno. Un testo unico, compatto, solenne. Non ha ritornello. Non è pensato per essere spezzato. 
Non è scritto per avere un solista che recita e un'assemblea che risponde. 
Quando lo trasformiamo in strofe con ritornello, stiamo cambiando la forma della preghiera della Chiesa.
Non è un dettaglio musicale: è una questione liturgica. 
Per anni si è detto: "È più facile per l'assemblea." "Pastoralmente funziona.
Ma dopo sessant'anni di riforma liturgica, questa giustificazione non regge più.
La vera pastorale non abbassa il livello.
Educa. Forma. Fa crescere. 
Se un'assemblea riesce a cantare un ritornello quattro volte, può anche cantare un inno intero, se guidata bene.
Il punto non è togliere qualcosa. È restituire al Gloria la sua dignità. 
Agli animatori va detto con serenità: non stiamo facendo una battaglia contro un canto. Stiamo scegliendo di rispettare la forma della liturgia.
Non siamo noi a dover adattare il Gloria alle nostre abitudini.
Siamo noi ad adattarci alla liturgia della Chiesa. 
Quando il Gloria torna ad essere un inno, non perdiamo qualcosa. Guadagniamo verità.

6 commenti:

  1. Rev. don Parisi, fosse solo il Gloria di Lecot il problema della Liturgia cattolica...

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  2. Grazie don Antonio, ma la forma liturgia deve adattarsi ai tempi per fare in modo di essere sempre più compresa e partecipata: nella santa messa si "concelebra", non si "assiste".

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  3. Ciò fa indubbiamente riflettere. In alcune Messe mi è capitato di sentire una variante di questo Gloria, ossia il primo "ritornello" cantato, a seguire tutto l'inno recitato (da "E pace in terra" fino all'Amen finale) e poi di nuovo Gloria in Excelsis Deo cantato. Così potrebbe andare, per esempio? E che dire del Gloria di Buttazzo che funziona allo stesso modo, ma in più con il "ritornello" persino modificato?

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  4. Concordo pienamente con Lei. Ma quando a volere il Gloria di Lourdes non è l'animatore ma il parroco? Io come Organista se posso scelgo almeno il Gloria del Picchi ma a volte non posso...
    M° Losio

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    1. Il mio parroco non vuole che si canti. Mai. La messa deve durare 35 min., solennità comprese. Rigorosamente la II preghiera eucaristica, solennità comprese. La fa durare 5 min in più quando raduna i bambini da 0 a 12 anni intorno all'altare per sguinzagliarli a distribuire la pace... omelie di una banalità che fa trasecolare... e all'epifania la befana che scende da campanile...

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