«Gentile Maestro, da tanti anni per me rimane un sogno di poter suonare una volta nel Duomo di Agropoli. Volentieri la inviterei come scambio artistico al mio Festival in Gruyère. Per favore, mi fa sapere che ne pensa. Un caro saluto». (Felicienne Échanger, organista della chiesa di Sainte-Marie-du-Trou)
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Contro la tristezza dello scambismo
«Si tratta di veri e propri "club dello scambio" basati esclusivamente sulla complicità e sul vantaggio reciproco. E stando bene attenti a tenere fuori gli altri (soprattutto se sono bravi). Poiché per vincere concorsi, o anche semplicemente per segnalarsi, serve un curricolo sufficientemente nutrito di concerti che rendano evidente la propria carriera artistica, il gioco è fatto, con santa pace degli organizzatori, dei finanziatori e del pubblico, spesso ignari. E anche - ovviamente - con santa pace dei bravi organisti che sono estranei a questi trucchi. Perché si tratta di un vero e proprio trucco, di una scorciatoia per guadagnarsi referenze a buon mercato e a volte senza averne le qualità e i meriti. Quello che appare come una meritevole manifestazione culturale è a volte un inganno, una presa in giro, una strumentalizzazione e una partita truccata».[Giancarlo Parodi in: Battista Quinto Borghi, La musica dietro lo specchio / Appunti su Giancarlo Parodi, Pensa Multimedia, Lecce 2026]
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