Liturgia & Musica

Questo spazio nasce dalla mia esperienza di moderatore della mail circolare "Liturgia&Musica", avviata nel dic. 2005 per conto della “Associazione Italiana Organisti di Chiesa” (di cui fui segretario dal 1998 al 2011) al fine di tener vivo il dibattito intorno alla Liturgia «culmine e fonte della vita cristiana» e al canto sacro che di essa è «parte necessaria ed integrante» unitamente alla musica strumentale, con particolare riferimento alla primaria importanza dell'organo.

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lunedì 11 marzo 2019

Quando il coretto pop fa cilecca...


Caro M.° Bottini,

domenica scorsa alla messa parrocchiale vi è stata una eccezionale defezione del coro "pop" più chitarre e percussioni: mi è toccato sostituirli suonando 'solamente' l'organo...

Ho potuto constatare - amaramente - che, pur avendo voluto appositamente intonare un paio dei loro canti soliti (Gen Rosso, RNS, Buttazzo etc. etc.), l'assemblea è rimasta muta...

Cosa trarre da questo episodio?

Faccio alcune ipotesi:

1) sono io che sono impedito: non sono capace di dare sensate intonazioni organistiche a questo tipo di repertorio, in modo che la gente intuisca quando deve iniziare a cantare;

2) è l'assemblea, dopo più di dieci anni che è abituata a sentire questo repertorio accompagnato da chitarre e bonghi (l'organo è comunque presente - per mia precisa scelta di non abbandonare - solo come "basso continuo"), che ha perso l'abitudine ad ascoltare l'organo e a capire lo stile di accompagnamento organistico;

3) il repertorio "pop", dopo più di dieci anni, non è stato recepito dall'assemblea, formata per lo più da ultra-settantenni (e pensare che i settantenni di oggi a metà anni Sessanta, epoca della "messa beat" erano poco più che adolescenti), ragion per cui è sostanzialmente controproducente la presenza di questo coro di adulti (sono tutti sulla cinquantina), accompagnati dai loro figli agli strumenti, che non è stato in grado di educare l'assemblea al canto liturgico, rendendola sostanzialmente "coretto-dipendente".

Non oso sottoporre al mio parroco le sopra esposte ipotesi: la mia presenza, dopo l'avvento del coretto pop, si è svalutata e ora l'organista conta meno del sacrestano!

Ad esempio, in occasione della venuta del vescovo per le cresime (impegnati a curare tanto bene il canto liturgico come nemmeno fanno durante il Triduo pasquale!), non si sono mai sognati di interpellarmi, anche solo per chiedermi "ci sarai tu oppure no?"...

Le confesso, caro Maestro Bottini, che io sono rimasto fedele al mio servizio esclusivamente per la venerazione che ho per il "mio" organo, pensando che sicuramente se me ne fossi andato, sarebbe andato in malora per inutilizzo!

Grato per la cortese attenzione, La saluto con viva cordialità.

Cosimo Quaranta
(organista nella Diocesi di Bagnoregio)

p.s.: suppongo che Lei, avendo scritto la biografia di Federico CAUDANA, conosca il vescovo cremonese Tranquillo Guarneri, buon musicista, che resse la nostra diocesi per un decennio: anche dalle nostre parti è conosciuto il suo delizioso mottettino eucaristico Ecce venio ad te.

domenica 4 settembre 2016

La musica come elemento di unità tra i cristiani?!...

Gentili lettori,

certo è lodevole che si organizzi un altro convegno internazionale sulla musica liturgica...

Il tema in discussione a Cremona il prossimo 1° ottobre, come potete leggere in dettaglio qui in calce, sarà "La musica come elemento di unità tra i cristiani".

Mi chiedo come sia possibile unire i cristiani tramite il canto e la musica... quando protestanti, anglicani ed ortodossi, ad esempio, mediamente fanno canto e musica nel culto divino in maniera talmente seria e decorosa che probabilmente compatiscono la pietosità generale della condizione liturgico-musicale dei cattolici (italiani)... ma soprattutto per il fatto che i cattolici stessi in Italia sono divisi anche in questa materia: organisti contro chitarristi, cori polifonici contro coretti pop, ceciliani contro universalausiani, gregorianisti contro modernisti etc...

L'anarchia liturgico-musicale vigente nel nostro Bel Paese dipende dal fatto che nessuno tra i vescovi italiani sembra abbia il coraggio (o nemmeno senta l'esigenza?!) di imporre elementari norme da rispettare, anzitutto liturgiche e poi musicali: basterebbe chiedere fortemente ai parroci di attuare ciò che chiede Sacrosanctum Concilium e, di conseguenza, Musicam Sacram... ognuno invece fa ciò che vuole, perché ritiene questi documenti magisteriali sorpassati e inattuali, e quando in parrocchia c'è la Cresima, il vescovo benedice e incoraggia incondizionatamente chiunque si trovi in quel tal luogo a far musica e canto nella liturgia!

Allora: se la retta strada è la più grande varietas che favorisca l'unica fede nel Cristo risorto... per favore: ditecelo apertis verbis!!

In effetti ci si può chiedere quale elemento in comune potrebbe, ad esempio, garantire l'unità cattolica nella messa tra un organista preparato e un chitarrista della domenica... Allo stato attuale a me pare che gli elementi comuni siano (si spera) solamente fede, speranza e carità!! Dal punto di vista prettamente musicale, direi che è più facile che sia l'organista ad adattarsi alle "esigenze" del chitarrista...

Per quanto concerne invece il discorso ecumenico, diciamoci la verità: ben raramente noi cattolici abbiamo a che fare con i "fratelli separati"! In quali occasioni, se non concertistiche o appunto "convegnistiche", si potrebbe attuare l'unità tramite la musica, dato che le diverse confessioni cristiane hanno differenti culti, retaggio di secoli di tradizione?...

Tanto per cominciare, bisognerebbe conoscere cosa dice il Vaticano II in fatto di ecumenismo!

Per il resto, sentiamo cosa ne scaturirà dal convegno cremonese del 1° ottobre prossimo, posto che gli organizzatori non hanno ovviamente ritenuto opportuno invitare a relazionare nessuno di quei compositori di canti "pop" tipo GEN, RNS etc. (proprio perché si tratta repertori ufficialmente non riconosciuti dalla Chiesa... ma nonostante ciò oltremodo diffusi nelle nostre autarchiche parrocchie!)...

Ma non venitemi a dire che l'emblema dell'ecumenismo liturgico-musicale sono i cosiddetti corali di Bach o le melodie del Salterio Ginevrino: l'unico vero canto liturgico che potrebbe unire le varie confessioni cristiane non è altro che il Canto Gregoriano... peccato che i primi ad averlo tradito siano proprio i cattolici!

Grazie per la cortese attenzione.

Paolo Bottini

Cremona, domenica 4 settembre 2016


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• Cremona, Sabato 1 ottobre 2016
CONVEGNO
Ut unum sint: la musica come elemento di unità tra i cristiani

Cremona MondoMusica, Sala Guarneri del Gesù - ore 10.15
- Saluto di Sua Eccellenza mons. Antonio Napolioni, Vescovo di Cremona

Interventi di:
- Sua Eccellenza mons. Arthur Roche, Segretario della Congregazione del Culto Divino, Città del Vaticano 
- M° James O’Donnell, Maestro di Cappella dell’Abbazia di Westminster 
- M° Matthias Grünert, Maestro di Cappella della Frauenkirche di Dresda 
- M° Mons. Massimo Palombella, Maestro di Cappella Musicale Pontificia “Sistina” 

• Cremona, Sabato 1 ottobre 2016
CONCERTO DELLA CAPPELLA MUSICALE PONTIFICIA "SISTINA"
CANTANTE DOMINO: La Cappella Sistina e la musica dei PapiCattedrale di Cremona - ore 21
Musiche di Giovanni Pierluigi da Palestrina, Orlando di Lasso, Gregorio Allegri, Felice Anerio, Tomas Luis da Victoria 
INGRESSO LIBERO

• Cremona, Domenica 2 ottobre 2016
MASTERCLASS e S. MESSA
Massimo Palombella e l'Ensemble Vocale della Cappella Sistina
Cremona, chieda di S. Agostino

Ore 14.30 / 16.30 Masterclass
Dal segno grafico al segno sonoro: elementi di interpretazione della polifonia alla luce del Concilio Vaticano II.
Lezione teorico-pratica con esempi tratti della polifonia classica palestriana: aspetti interpretativi, tactus, ligaturae, color e rapporto con la prassi esecutiva odierna della musica liturgica secondo le istanze del Concilio Vaticano II

Ore 17 S. Messa
con la partecipazione dell'Ensemble Vocale della Cappella Musicale Pontificia "Sistina"