Liturgia & Musica

Questo spazio nasce dalla mia esperienza di moderatore della mail circolare "Liturgia&Musica", avviata nel dic. 2005 per conto della “Associazione Italiana Organisti di Chiesa” (di cui fui segretario dal 1998 al 2011) al fine di tener vivo il dibattito intorno alla Liturgia «culmine e fonte della vita cristiana» e al canto sacro che di essa è «parte necessaria ed integrante» unitamente alla musica strumentale, con particolare riferimento alla primaria importanza dell'organo.

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Visualizzazione post con etichetta organista liturgico. Mostra tutti i post
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sabato 8 novembre 2025

Considerazioni per una rivalutazione del ruolo dell'organista (di F. Caporali, F. Finotti, G. Parodi, S. Rattini)


[Paolo Bottini all'organo "Fratelli Bossi Urbani" (1872) della chiesa di San Pedretto di Castelvetro Piacentino]




Gentili lettori,

invito a far vostre le seguenti sagge parole:

- «[...] la convinzione diffusa che l'azione di tutela sia compiuta nel momento in cui cassa e fonica [dell'organo] sono restaurate, è erronea; lo strumento a quel punto è recuperato, ma se non riprende a suonare regolarmente, ogni intervento sarà stato inutile. Il restauro, quindi, non è momento finale, ma stadio iniziale del recupero della funzione dello strumento e della sua creatività. Infatti esso, suonato regolarmente e sottoposto a periodiche manutenzioni, potrà vivere a lungo senza aver bisogno di ulteriori interventi di restauro, importanti, ma comunque traumatici». [*] 

Sappiamo tutti bene che la valorizzazione di un organo in chiesa dipende esclusivamente dalla volontà degli enti ecclesiastici di dare il giusto risalto alla figura di coloro che sono di volta in volta deputati all'utilizzo liturgico degli organi stessi.

Occorre dunque urgentemente che la Chiesa italiana metta in opera azioni concrete affinché vi siano sempre più organisti (competenti) seduti alla consolle degli organi: diversamente saranno viepiù inopportuni gli interventi di restauro o costruzione di organi!

Per approfondimenti vogliate leggere le Considerazioni per una rivalutazione del ruolo dell'organista a firma di Fausto Caporali, Francesco Finotti, Giancarlo Parodi e Stefano Rattini.

Grazie per la cortese attenzione e cordiali saluti
 
Paolo Bottini

Cremona, 8 novembre 2025


[*] Giovanna Di Matteo (storica dell'arte), dalla prefazione al volume Il Suono dell'Arte / Gli organi antichi della provincia di Chieti, a cura di Alberto Mammarella, Edigrafital, S. Atto di Teramo 2002

venerdì 17 gennaio 2025

Per una regolamentazione (ecclesiale) dell'ufficio di Organista nelle chiese

[Paolo Bottini all'organo positivo di scuola napoletana nella basilica di S. Maria di Campagna in Piacenza]

 


Qualcuno, tempo fa, esprimeva voti affinché [cito, aggiungendo tra parentesi quadre le mie glosse riguardanti l'hic et nunc!]:


1) gli organisti siano educati allo spirito liturgico, fonte d'ispirazione della loro missione artistica [ove presenti, percorsi di formazione liturgica per organisti sono semplicemente una proposta, nessun obbligo!];

2) nessuno venga ammesso ad esercitare l'ufficio di Organista nelle chiese senza formale autorizzazione delle Autorità Ecclesiastiche [purtroppo, siccome «ogni parroco è papa» - v. http://liturgiaetmusica.blogspot.com/2017/10/anarchia-liturgico-musicale.html -, a nessun prevosto passa per il cervello di rilasciare formale autorizzazione allo strimpellatore domenicale di turno, tanta manna se qualche vescovo ha sottoscritto più o meno formale atto di nomina dell'organista della sua Cattedrale!];

3) per la nomina di Organista o di Maestro si segua costantemente la norma e il risultato dei concorsi [nemmeno l'organista "titolare" della basilica di S. Pietro in Vaticano è stato nominato per concorso! Addirittura, ove si facciano bandi, si offre un posto di lavoro... gratuito (come presso la diocesi di  Altamura nel 2024)] ;

4) anche in Italia sorga la Federazione degli Organisti Italiani, aggregata all'Associazione Italiana Santa Cecilia [risulta invece essere incorporato nell'AISC un mero "segretariato organisti"; tra il 1994 e il 2011 esisteva la "Associazione Italiana Organisti di Chiesa", sodalizio uscito dagli auspici di alcuni convegni organistici promossi dall'Accademia di Musica Italiana per Organo di Pistoia]

5) i Comuni d'Italia, rievocando e rinnovando l'espressione di antiche provvidenze dei padri, restaurino nel bilancio annuale una equa dotazione per la Cappella musicale, focolare di cultura oggi come già un tempo, decoro d'arte ed espressione di fede [!]


Se oggi fosse finalmente convocata una nuova Adunanza Organistica nazionale - come la prima (di una serie) che si tenne nell'estate del 1930 a Trento, dai cui atti ho tratto i sopracitati auspici (v. «Bollettino Ceciliano - organo mensile dell'Associazione Italiana di Santa Cecilia», anno XXV, n. 9-10. set.-ott. 1930, p. 162) - forse si potrebbe presentare al tavolo della presidenza della Conferenza Episcopale Italiana la messa in opera (dopo quasi un secolo) di così sagge intenzioni!

Grazie per la cortese attenzione.


Cremona, il 17 gennaio 2025


sabato 31 agosto 2024

Concorso per posto di organista titolare della Cattedrale (stipendio garantito: zero!) ...





... ma come, pretendete che il candidato sia in possesso di titolo di studio accademico e avete la faccia tosta di chiedergli che dovrà lavorare aggratis?!

:-/

Per la serie https://www.organieorganisti.it/remunerazione-organista-liturgico-musicista-chiesa ...



* * *



Prot. N. 20/2024/DN

«Nella Chiesa latina si abbia in grande onore l’organo a canne, strumento musicale tradizionale, il cui suono è in grado di aggiungere un notevole splendore alle cerimonie della Chiesa, e di elevare potentemente gli animi a Dio e alle cose celesti» (Sacrosanctum Concilium, 120).

Considerato che la Cattedrale di Altamura e le Concattedrali di Gravina in Puglia e di Acquaviva delle Fonti sono dotate di monumentali organi a canne di grande interesse storico e artistico, con una amplissima gamma e ricchezza di registri, recentemente oggetto di ingenti e accurati interventi di restauro, è nostro dovere vigilare che tali strumenti vengano usati da persone fornite di adeguata preparazione in campo musicale e liturgico.

Pertanto, accogliendo il suggerimento da parte del Direttore dell’Ufficio diocesano per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto, con il presente provvedimento promulgo le

Norme
per l’incarico di Organista della Cattedrale di Altamura
e delle Concattedrali di Gravina in Puglia e di Acquaviva delle Fonti.


1. È costituito presso la Cattedrale di Altamura [d’ora in poi Cattedrale] e le Concattedrali di Gravina in Puglia e di Acquaviva delle Fonti [d’ora in poi Concattedrale/i] l’Albo degli Organisti della Cattedrale o della Concattedrale, pubblicato sulle rispettive bacheche, nonché sul sito web della Diocesi.

2. Potranno essere iscritti all’Albo coloro che sono in possesso del diploma in organo, conseguito presso un Conservatorio o almeno presso una Scuola Diocesana di Organo.

3. I Candidati dovranno presentare all’Ente proprietario della rispettiva Cattedrale o Concattedrale [*] domanda scritta di iscrizione all’Albo, corredata di:
a) copia del titolo di cui al n. 2 delle presenti Norme;
b) attestazione scritta da parte del Parroco/Rettore della chiesa dove svolgono abitualmente il servizio di organista [§];
c) documentazione attestante altri eventuali titoli ed esperienze in ambito liturgico;
d) Curriculum vitae.

4. L’accettazione della domanda è subordinata all’approvazione del Legale rappresen- tante dell’Ente proprietario di cui al n. 3 delle presenti Norme, sentito il parere del Parroco/Rettore della Cattedrale o Concattedrale e del Responsabile per la Sezione Musica Sacra dell’Ufficio Liturgico diocesano. Questi, presa visione della documentazione, potranno richiedere l’espletamento di una prova attitudinale, che preveda una parte pratica e un colloquio.

5. L’iscrizione all’Albo permetterà ad ogni Organista di poter prestare il proprio servizio nella Cattedrale o Concattedrale, utilizzando all’occorrenza l’organo ivi presente.
In ogni caso, il Vescovo diocesano provvederà a nominare uno o più “Organisti titolari” della Cattedrale o Concattedrale.

6. La titolarità dell’Organista si intende valida per un triennio, rinnovabile per altri trienni. Potrà essere revocata in qualunque momento, previa comunicazione scritta all’interessato, riportando le motivazioni della decisione stessa.

7. L’essere Organista (anche titolare) non comporta di per sé alcun rapporto di dipendenza o di lavoro, ma si tratta di un mero titolo onorifico, e, d’altra parte, le prestazioni rese si intende che siano a titolo gratuito.

8. Gli Organisti possono richiedere in qualunque momento la rimozione dall’Albo di tutti o alcuni dei loro dati.

Le presenti Norme entrano in vigore a partire dalla data odierna. 

Dato in Altamura, dalla Sede Vescovile, il 10 giugno 2024

Il Cancelliere Vescovile
Sac. Vincenzo Panaro

+ Giuseppe Russo Vescovo

[*] Per Altamura e Gravina in Puglia, il Capitolo Cattedrale o Concattedrale; per Acquaviva delle Fonti, la Diocesi. 

[§] Qualora il Candidato risultasse privo di adeguata formazione liturgico-musicale, si chiede che possa provvedere a colmare tale lacuna, partecipando a corsi appositamente destinati.


- tratto da https://www.diocesidialtamura.it/2024/08/27/norme-per-lincarico-di-organista-la-nota-di-mons-russo/


* * *


Gentile Vescovo Mons. Giuseppe Russo,

Le scrivo con tutta l'umiltà possibile per esprimere la mia più profonda delusione provocata dalla lettura del bando in oggetto, recentemente pubblicato sul blog della Diocesi di Altamura.

Sono un organista che ha seguito un lungo e faticoso percorso di studi per arrivare a fregiarmi di questo titolo. Studi che hanno avuto un costo non indifferente negli anni, a livello di libri, lezioni, masterclass e, soprattutto, tempo. Tempo investito per raggiungere il massimo livello e distinguermi dal diettantismo che purtroppo imperversa nelle chiese italiane sottraendo "lavoro" e possibilità di crescita e affermazione personale a chi ha portato a compimento gli studi canonici. Tempo che mi ha impedito, inoltre, di apprendere e svolgere altre mansioni per guadagnarmi da vivere. 

Sappiamo bene che la sempre più scarsa preparazione culturale degli aspiranti sacerdoti del culto cattolico fa sì che non si sappia più distinguere un organista "bravo" da un incapace, e che questi ultimi spesso e volentieri vengono allegramente accolti nelle chiese per animare la liturgia, solo perché si prestano gratuitamente.

Sappiamo altrettanto bene che fuori dall'Italia la chiesa cattolica, anche se segna il passo rispetto a quella protestante in tema di musica liturgica, tiene in maggiore considerazione il mestiere di organista.

Mi chiedo, allora, perché si continui a sottovalutarlo qui da noi, dove la Musica Sacra ha le sue radici più profonde. Perché si continui a perpetrare questa umiliazione nei confronti di chi chiede solamente un giusto compenso al suo lavoro. Perché si ignori un aspetto culturale che potrebbe risollevare le sorti della Chiesa stessa, facendo leva sulla grande forza di volontà e l'insospettabile potenzialità di molti giovani musicisti disposti a dedicare il loro tempo prezioso all'arricchimento della liturgia. 

Sono convinto che Lei non manderebbe via l'organista a fine messa senza dargli almeno una "regalia", una "mancia". Ma non è questo il giusto tributo che serve a mantenere in vita un essere umano che voglia metter su una famiglia, come Voi ci insegnate. Cosa significa, allora, la frase "Date a Cesare quel che è di Cesare"? Non vale anche per la Chiesa? Dare il giusto tributo, allo Stato così come a chi svolge una professione. E la nostra è una professione, caro Vescovo. Così ci hanno insegnato i nostri padri. E qualcuno dovrà pur riconoscerla prima o poi, non Le pare? 

Altrimenti, se proprio non volete riconoscere quella dell'organista liturgico come una vera professione, Le suggerisco di reintrodurre lo studio della Musica, della teoria, del canto gregoriano, dell'organo in tutti i seminari. Solo in quel caso potrete esigere, dai Vostri accoliti istruiti in tal senso, che svolgano il ministero senza nulla pretendere.

Spero di non averLa offesa in alcun modo, e La saluto cordialmente con la speranza di poter aprire un dialogo costruttivo.


* * *

Alla luce di alcune segnalazioni, la Diocesi di Altamura, in data 3 settembre 2024, ha rettificato il documento relativo all’uso degli organi presso la cattedrale e le due concattedrali della diocesi, con riferimento ai due uffici diocesani competenti per materia.
È stato modificato altresì il genere del documento, titolandolo ‘Disposizioni’ più consono alla natura del documento stesso. A seguire il testo ufficiale completo della rettifica:

Diocesi di Altamura – Gravina – Acquaviva delle Fonti

«Nella Chiesa latina si abbia in grande onore lorgano a canne, strumento musicale tradizionale, il cui suono è in grado di aggiungere un notevole splendore alle cerimonie della Chiesa, e di elevare potentemente gli animi a Dio e alle cose celesti» (Sacrosanctum Concilium, 120).

Considerato che la Cattedrale di Altamura e le Concattedrali di Gravina in Puglia e di Acquaviva delle Fonti sono dotate di monumentali organi a canne di grande interesse storico e artistico, con una amplissima gamma e ricchezza di registri, recentemente oggetto di ingenti e accurati interventi di restauro, si stabilisce quanto segue, al solo scopo di assicurare che tali delicati strumenti musicali di notevole valore vengano adoperati con competenza, passione e responsabilità per realizzare una “musica santa, perché santi sono i riti”1, nel rispetto degli stessi strumenti.

Con il presente provvedimento, pertanto, a cura degli uffici diocesani competenti, sono pubblicate le seguenti

Disposizioni
per la costituzione di un albo di organisti/musicisti

per la Cattedrale di Altamura
e le Concattedrali di Gravina in Puglia e di Acquaviva delle Fonti.

  1. È costituito presso la Cattedrale di Altamura [dora in poi Cattedrale] e le Concattedrali di Gravina in Puglia e di Acquaviva delle Fonti [dora in poi Concattedrale/i] lAlbo degli Organisti/musicisti della Cattedrale e delle Concattedrali.

  2. Potranno essere iscritti allAlbo coloro che sono in possesso del diploma in organo, conseguito presso un Conservatorio o presso una Scuola Diocesana di Organo, coloro che sono in possesso di un diploma di organista liturgico rilasciato dall’Ufficio Liturgico Nazionale, ovvero coloro che frequentano corsi per strumenti a tastiera presso enti educativi e formativi musicali (Accademie, Conservatori, Licei Musicali), comprovanti il possesso delle adeguate competenze tecnico-pratiche necessarie alluso degli strumenti a tastiera.

Francesco, Discorso alle Scholae Cantorum dell’Associzione Italiana Santa Cecilia, Aula Paolo VI, 28 settembre 2019.

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3. I Candidati dovranno presentare allEnte proprietario della rispettiva Cattedrale o Concattedraledomanda scritta di iscrizione allAlbo, corredata di:

  1. a)  copia del titolo di cui al n. 2 delle presenti Norme;

  2. b)  attestazione scritta da parte del Parroco/Rettore della chiesa dove svolgono

    abitualmente il servizio di organista3;

  3. c)  documentazione attestante altri eventuali titoli ed esperienze in ambito liturgico;

  4. d)  Curriculum vitae.

4.Laccettazione della domanda è subordinata allapprovazione del Direttore dell’Ufficio Liturgico Diocesano e del Responsabile per la Sezione Musica Sacra dellUfficio Liturgico diocesano, sentito il parere del Parroco/Rettore della Cattedrale o Concattedrale. Questi, presa visione della documentazione e, se ritenuto opportuno, dopo l’espletamento di una prova attitudinale costituita da una parte pratica e da un colloquio, conclusasi con esito positivo, potranno decretare liscrizione del candidato allAlbo di cui al punto n.1.

  1. Liscrizione allAlbo permetterà ad ogni Organista di poter prestare il proprio servizio nella Cattedrale o Concattedrale, utilizzando alloccorrenza lorgano ivi presente.

  2. Gli Organisti possono richiedere in qualunque momento la rimozione dallAlbo di tutti o alcuni dei loro dati.

3 settembre 2024

Ufficio per i Beni Culturali e l’Edilizia di Culto Ufficio Liturgico

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Per Altamura e Gravina in Puglia, il Capitolo Cattedrale o Concattedrale; per Acquaviva delle Fonti, l’ente Diocesi.

Qualora il Candidato risultasse privo di adeguata formazione liturgico-musicale, si chiede che possa provvedere a colmare tale lacuna, partecipando a corsi a ciò destinati.



 

mercoledì 31 gennaio 2024

Disavventure di un organista liturgico



Egregio M.° Bottini,


lo dico con una certa amarezza: in questo momento non svolgo servizio liturgico in qualità di organista!


Ci sono diverse circostanze che hanno determinato questa situazione. 


La mia "carriera" di organista liturgico è consistita in un peregrinare tra diverse parrocchie seguendo i parroci più o meno interessati a un servizio liturgico basato su sobrietà e decoro (pochi canti di popolo, musica d'organo alla mia portata). 


Gli ultimi anni li ho trascorsi in una piccola parrocchia suonando alla messa delle 7.00 (sic!) con serenità, senza polemiche parrocchiali o "corsi di formazione serali" da parte di "commissioni liturgiche", direttori vanitosi, organisti (sè-dicenti) gelosi e una lista infinita di richieste inutili. Purtroppo sullo scorcio del 2019 è mancato il parroco di questa realtà passando sotto il controllo di una unità pastorale. 


Sono andato avanti a suonare sino alla pandemia, al termine delle prime fasi della quale mi è stato chiesto di riprendere, ma per motivi personali ho dovuto a malincuore declinare. A quel punto sono stato sostituito da altre persone e nessuno mi ha mai chiesto nulla.


Ad oggi si sono accavallati impegni familiari sempre più gravosi, un lavoro molto intenso e sinceramente non ho tanta voglia di stabilire dei contatti con realtà sempre più edulcorate dove l'impressione è sempre che mi facciano suonare per favore... vedremo col tempo. 


Suono ogni tanto quando vado in vacanza in una ridente località marittima, ove antichi legami con il parroco mi permettono di essere sempre il benvenuto.


Mi spiace molto perché ho sostenuto molti restauri, promosso concerti, scritto di organi, senza però nessuna riconoscenza e con poca fortuna per gli organi stessi, sempre messi da parte per cori, elettronici, chitarre, giovani tutti dilettanti allo sbaraglio... al contrario mai per organisti professionisti (che magari mi sarebbe piaciuto stare in chiesa ad ascoltare, da semplice fedele, senza mettere le mani sulla tastiera...).

La ringrazio per aver accolto questo mio amaro sfogo.


Cordiali saluti


Paolo Crescenzio

(ex organista liturgico nella diocesi di Trevi)



mercoledì 6 settembre 2023

Lo spazio dell'organo a canne (e dell'improvvisazione organistica) nel culto odierno della Chiesa cattolica [di p. Pellegrino SANTUCCI]


 
Paolo Bottini all'organo positivo di scuola napoletana settecentesca 
custodito nella basilica di Santa Maria di Campagna in Piacenza

[…] L'organista di chiesa, […] messo alle strette da imprevedibili esigenze di servizio, non può certo limitarsi al ruolo di semplice accompagnatore. Il culto odierno della Chiesa cattolica non è certo stimolo alla fantasia, ma caso mai alla sua compressione. Oggi si parla molto di fantasia e creatività liturgiche e le intenzioni potrebbero essere buone se la realtà non le sconfessasse. Peccato che in quest'ansia creativa l'organo trovi sempre meno spazio e, guarda caso, proprio nel momento in cui i giovani (questi giovani!) lo richiedono sempre più con insistenza.

Quali le prospettive dell'organista-improvvisatore nel nuovo corso liturgico? Siamo onesti e sinceri: volendo sarebbero tante, ma dovendo il più delle volte cozzare contro l'ottusità e la saccenteria di chierichetti in fregola di avventure musicali, «organa silent» (tacciono gli organi) e urlano i beoti tra strepiti di batterie e canti di efebi. È previsto che l'organista possa suonare in libertà prima e dopo la Messa (cioè a chiesa vuota! E sarebbe come fare un'omelia prima e dopo la Messa), poi all'Offertorio, ma sempre con «licenza delli superiori», cioè del pretino che vuole parlare durante «tutta» la Messa. Può suonare, ma con sottofondi, come si fa con la réclame ai dentifrici in TV, durante la recita del Canone. Alla Comunione, finalmente, gli si dà un po' di tempo. Nonostante queste remore, inventate chissà da chi, nelle chiese dove l'assemblea canta o bela, l'organista può prodursi in preludi, interludi, postludi brevi, sul tipo del versetto per introdurre, intercalare o concludere il canto. Non c'è dubbio che questi potrebbero essere momenti opportuni per improvvisare, proprio nello spirito della liturgia di sempre. Il preludio al Corale delle chiese protestanti, ma anche cattoliche, è lo stimolo più efficace per l'Improvvisazione. Quando questo Corale, o Inno, o Canto genericamente inteso prevede più strofe, è quanto mai opportuno che l'irganista lo vivacizzi con interludi. Se poi il tempo lo consente, la conclusione con postludio sarebbe più che pertinente, ma in questi casi occorre una collaborazione fra ministri, ministranti e «ministresse» tutt'altro che facile da raggiungere. Gli appelli al buon senso per ora hanno dato scarsi risultati. C'è solo da sperare che la noia di certi riti, divenuti già ritualismi, sia la medicina più efficace per quegli zeloti che umiliano l'arte in nome di riforme cervellotiche e assurde.

Per fortuna i concerti d'organo sono oggi una consolante realtà, nemmeno ipotizzabile fino a venti anni fa, almeno qui in Italia. Si avverte in questi concerti una più pronunciata coscienza musicale nel pubblico e di pari passo, anche se con fatica, un impegno sempre più positivo di giovani organisti che stanno guadagnando il tempo perduto dai loro predecessori. Ma non bisogna farsi illusioni e non confondere i «revivals» o le mode con la maturità della gente; quindi darsi da fare per restituire all'organo le sue funzioni legittime nel luogo, nel tempo e nel modo che gli furono congeniali, in quel contesto liturgico per il quale sommi musicisti scrisse pagine immortali di struggente commozione. Il «suspendimus organa nostra» degli Israeliti deportati in Babilonia sia solo il ricordo, il triste ricordo, di una stagione di follie che deve passare: sarebbe un insulto atroce alla civiltà, all'arte, alla cultura, oltre che alla millenaria saggezza di quella Chiesa che, col Vaticano II ha rivalutato l'Organo e per di più proprio l'Organo a canne («Organum tubulatum») ma che l'anarchia del post Vaticano II ha già bruciato fra le fiamme di un riformismo fanatico e lunatico in cui la musica è mortificata, soffocata, banalizzata fino al ridicolo.

È già stato scritto da altri più autorevoli di me e per questo lo posso ripetere con tutta tranquillità: «La vecchia liturgia cattolica ha fatto arrabbiare tanta gente, ma non ha mai fatto ridere nessuno» (da: Vittorio Giovanni Rossi, Il morto è tutto contento d'esser morto, periodico «Epoca», 26 Settembre 1971).

Niente di peggio che il ridicolo per squalificare un uomo o una istituzione. Ma io, nonostante tutto, ho fiducia e spero quindi che la sconfitta del dilettantismo orgoglioso e provocatorio sia inesorabile. Non è credibile che l'attuale ubriacatura che mortifica la musica e che ha dato l'ostracismo all'Organo o al Canto Gregoriano (questo veramente ormai sepolto) possa durare oltre. Anche il conformismo ha la sua stagione di stanchezza: già se n'avvertono i sintomi.

Tutto questo per l'organista liturgico, oggi ancora chiamato in causa come improvvisatore: per gli altri, libertà, opportunità, capacità e fantasia non dovrebbero conoscere confini!...


- testo tratto da: Pellegrino SantucciConsonanze e dissonanze, pro manuscripto, Bologna 1993, pp. 265-267

giovedì 11 agosto 2022

Qualsiasi organo (a canne) è "liturgico": basta sia suonato da musicisti competenti!

[cliccate sulla foto dell'organo rinascimentale del Duomo di Arezzo per ascoltare 
"Alleluja e Santo" di p. Giovanni Maria Rossi 
suonato sul più o meno coevo organo della chiesa di S. Michele in Bosco a Bologna!]


Gentili lettori,

pochi giorni fa nel Duomo di Arezzo è stato inaugurato un nuovo organo a due tastiere a trasmissione elettrica: va ad affiancare l'organo rinascimentale di Luca di Bernardino da Cortona restaurato/ricostruito nel 1990 e oggi presentato al pubblico solo in vista di un eventuale utilizzo concertistico: «[...] un capolavoro, una eccellenza assoluta in Italia. Tuttavia è figlio della sua epoca e non si presta al repertorio successivo, se non facendo delle forzature [...]» (frase citata da agensir.it).

Posto che anche col temperamento mesotonico ci si può spingere ben oltre il Rinascimento (basta che le composizioni non abbiano troppi accidenti in chiave!) senza bisogno di parlare di «forzature», qualcosa mi fa pensare che, nell'ordinario servizio liturgico nella Cattedrale di Arezzo, verrà preferito il nuovo all'antico...

E siccome non credo sia ancora debellato l'ingenuo assunto "organo antico = inadatto per il culto moderno" (assunto in genere formulato da ignoranti e/o incompetenti e/o accidiosi), desidero ricordarvi, a difesa del pacifico uso degli organi antichi anche nella liturgia moderna, le intelligenti riflessioni di Edoardo Bellotti «Organi storici e temperamento nella liturgia attuale», unitamente alle mie personali considerazioni sul fatto che non è facile dimostrare che esiste un modello di "organo liturgico" (v. organoliturgico.org) (del resto, se digitate nei motori di ricerca in rete la definizione «organo liturgico» vedete ben voi cosa ne risulta)...

Vi ringrazio per la cortese attenzione e vi saluto cordialmente.


Cremona, 11 agosto 2022, giorno liturgico di santa Chiara di Assisi

 

sabato 14 maggio 2022

- «... scusa, ma tu che LAVORO fai?» - «L'ORGANISTA» - «No, intendo cosa fai per guadagnarti da vivere!»

 

[Angelo con organo portativo (cupola della chiesa di S. Maria in Organo a Verona; foto di Elena Bugini)]


- «... scusa, ma tu che LAVORO fai?» - «L'ORGANISTA» - «No, intendo cosa fai per guadagnarti da vivere!»


Giusto vent'anni or sono il M.° Mario Verdicchio, docente di Organo Principale presso il Conservatorio di Musica di La Spezia, si faceva promotore, assieme a due colleghi del medesimo Istituto, di una "lettera-petizione" a favore della stipula di un Contratto Nazionale di Lavoro per Musicisti di Chiesa, lettera che fu sottoscritta da 449 persone.

L'antefatto da cui scaturì questa iniziativa era il seguente: nel febbraio del 2002 l'AIOC (Associazione Italiana Organisti di Chiesa) era giunta a Roma al tavolo della tanto sospirata firma del suddetto contratto (era lo scopo per cui il sodalizio nacque nel 1994 a Pistoia), ma nell'imbarazzo generale tutto fu bloccato proprio seduta stante a motivo, sostanzialmente, della debole rappresentatività dell'AIOC presso la CEI: ci consideravano un misero mucchietto di organisti contro una falange di parroci!

Nel frattempo si sono diffusi nei Conservatori (per gli auspici della CEI stessa risalenti già al 2001!) corsi accademici professionalizzanti di organo ad indirizzo liturgico, con la sempre più evidente impossibilità per i neo-laureati di aspirare a svolgere un incarico professionale regolarmente retribuito presso qualsivoglia ente ecclesiastico (con qualche eccezione, in diverse parrocchie di Milano, ad esempio, o in qualche Cattedrale che sia gestita non direttamente dal Vescovo bensì da una Fabbriceria o da un'Opera)!

Se la professionalità dei musicisti nel culto divino della Chiesa cattolica non è indispensabile (come pare evidente a tutti, dato che i musicisti professionisti regolarmente assunti a contratto e pagati in Italia non sono la regola ma l'eccezione)... cui prodest?!

E dunque la massima «Chi serve l'altare, viva dell'altare» (san Paolo) non vale per l'organista?...

Per leggere il testo della lettera-petizione e vedere l'elenco dei sottoscrittori (nonché, eventualmente, commentare su Facebook), cliccare il seguente collegamento internet https://www.organieorganisti.it/il-mestiere-dell-organista-di-chiesa-professionista-lavoro-o-volontariato .

domenica 27 febbraio 2022

Pretibus frettolosibus



Venezia, 28 novembre 1564: i Procuratori della Serenissima ordinano che 

«alcuni delli Canonici, Sottocanonici, né altro Sacerdote sia qual si voglia, non ardiscano interrompere li suoni delli organi mentre si soneranno, ma debbano star quieti et con patientia fino a tanto che li organisti verranno ad haver finito li suoi suoni: et finito che havrà cadauno de' detti organisti li suoi suoni, debbano poi essi preti seguitar li soi ordini, et consuetudini».  
[G. Benvenuti, Andrea e Giovanni Gabrieli e la musica strumentale in Italia, in «Istituzioni e Monumenti dell'arte musicale in Italia», vol. I, Ricordi, Milano 1931, p. XLVI; citato in Sandro Dalla Libera, L'arte degli organi a Venezia, Civiltà Veneziana - Studi 13, Fondazione Giorgio Cini, Venezia post 1962, p. 32].

Dedicato a tutti quegli organisti che osano dilungarsi all'Offertorio e che, per questo, vengono sopraffatti dal «Pregate, fratelli e sorelle» dei pretibus frettolosibus!!


lunedì 1 novembre 2021

domenica 14 febbraio 2021

«Suspendimus organa nostra»: per uno "sciopero" organistico quaresimale




«Super flumina Babylonis illic sedimus et flevimus, cum recordaremur Sion. 
In salicibus in medio ejus suspendimus organa nostra» [*]


Gentili lettori,

dato che «Il suono, da solo, di questi stessi strumenti musicali [l'organo o altro strumento legittimamente permesso, cfr. n. 65] non è consentito in Avvento, in Quaresima, durante il Triduo sacro, nelle messe e negli uffici dei defunti [Musicam Sacram 66], perché non pensare di lasciare completamente digiune d'organi le nostre chiese nel tempo di Quaresima?!

Un periodo in cui sacerdoti e fedeli possano finalmente sentire la mancanza del suono dell'organo... e, chissà, anche la mancanza dell'organista...

Certo, questo sarà possibile ove l'organo abbia normalmente il ruolo predominante che gli spetterebbe, perché se già di norma lo spazio per l'organo a messa è ridotto al lumicino...

E chissà che a Pasqua, al vostro rientro, vi sentiate dire: «Bentornato, ci siete mancati tanto, tu e il nostro organo!».

A meno che sia lì pronto in agguato il lesto approfittatore, ben lieto di soffiarvi il posto che credevate possedere di diritto scrivendo nel vostro curriculum «organista titolare»... quando invece quella presunta "titolarità" non era altro che il frutto di un mero accordo verbale col parroco di turno...

Ed ecco che al vostro rientro, vi stupirete amaramente trovare la consolle già occupata da quel suonatore (più o meno degno di essere appellato tale) che voi non potete vedere nemmeno da lontano... sì, quel leccapreti bigotto ha convinto il parroco che voi pensate solo all'esibizione e non a "far pregare" i fedeli... aahhh, «cortigiani, vil razza dannata»!

Buona Quaresima!


Cremona, il 14 febbraio 2021





sabato 20 giugno 2020

Chiese piene di giovani che cantano accompagnati dall'organo (?!)...


Si sente dire sempre più spesso (perché è vero!) che in chiesa si vedono pochi giovani.

Per questo ci sono i soliti intelligenti operatori pastorali che suggeriscono che, così come la lingua latina è stata soppiantata a favore della lingua italiana, l’organo sia rimpiazzato dalla chitarra, strumento "giovane" e che attirerebbe i giovani a Messa, perché il suono della chitarra sarebbe più gioioso e allegro rispetto a quello dell'organo, strumento musicale dei tempi andati che, se proprio, si potrebbe utilizzare solo nelle festività più solenni.

Mi pare ovvio che di per sè i giovani non sono attirati a Messa dalla presenza di chitarra e canti pop: la loro assenza è invece da imputare unicamente alla poca lungimiranza dei parroci che non sono in grado di apprezzare il potere attrattivo universale del canto e della musica di qualità affidati a professionisti opportunamente formati ad interagire simbioticamente con le esigenze del culto.

Inutile ricordare qui che, circa gli strumenti, la costituzione liturgica "Sacrosanctum Concilium" chiede che «nella Chiesa latina si abbia in grande onore l’organo a canne, strumento musicale tradizionale». Ammette, tuttavia, altri strumenti, «a giudizio e con il consenso della competente autorità ecclesiastica territoriale» e, «purché siano adatti all’uso sacro o vi si possano adattare, convengano alla dignità del tempio e favoriscano veramente l'edificazione dei fedeli».

Mi chiedo se nel mezzo secolo nel frattempo ampiamente superato, vi sia mai stato in Italia un vescovo che abbia seriamente preso in considerazione queste parole e, di conseguenza, abbia legiferato sulla liceità dello strumento musicale chitarra nella liturgia... Così a naso sarei pronto a scommettere di no...

Del resto, già tutti i documenti del magistero sono ben attenti a non fare un elenco di strumenti ammessi oppure proibiti. Ad esempio l'istruzione "Musicam sacram" dice solo che vanno esclusi gli strumenti che, «secondo il giudizio e l'uso comune, sono propri della musica profana».

Ma cosa vorrebbe dire ciò, dato che ogni strumento (a parte, guarda caso, l'organo a canne) è usato per la musica "profana"?

I punti essenziali sono altri: innanzitutto un'adeguata formazione musicale e liturgica di chi suona, ma anche di chi sceglie i canti e dirige il coro...

E a proposito: chi sceglie i canti?!.. Il parroco, il vicario parrocchiale, il catechista, l'agitatore liturgico di turno, la suorina-karaoke, la pia donna in prima fila, il sacrista, i ragazzi dell'oratorio oppure il direttore del coro o l'organista?!...

La verità è che non vi è un ruolo ecclesiale cui sia demandato l'incarico di occuparsi ufficialmente della scelta del repertorio dei canti liturgici, di conseguenza vi è il mare magnum dell'aleatorietà domenicale all'italiana!...

Ad ogni modo, mi piacerebbe raccogliere testimonianze di parrocchie piene di giovani dove il parroco stimola l'intelligente uso del canto liturgico accompagnato da un bravo organista...

Cordialmente vostro


domenica 10 maggio 2020

«Il Papa prega per gli artisti: senza il bello non si può capire il Vangelo»... invece ugualmente sì!




Quindi d'ora in avanti bruciamo tutti gli organi elettronici (dico quelli senza canne, detti anche in gergo "pornofoni") e paghiamo gli organisti?!

Il fatto è che gli organisti (soprattutto quelli che hanno una vera passione per lo strumento musicale) hanno comunque in qualche modo interesse a rimanere legati alla Chiesa, perché la maggior parte degli organi stanno appunto nelle chiese (non tutti gli organisti si accontentano di un algido "Hauptwerk" in casa)!

Dunque in fin dei conti essi non avrebbero alcun interesse a montare proteste ufficiali per il mancato riconoscimento economico...
Grazie comunque al Papa che ha pregato per gli artisti musicisti di chiesa!... Peccato che nulla si abbia provveduto affinché a questi artisti che servono la liturgia - fonte e culmine della vita cristiana - venga riconosciuta non solo la mercé per il loro servizio, frutto di una formazione professionale durata anni e sacrifici, ma nemmeno una formale pubblica attestazione di riconoscenza!

Certo, sicuramente doverosa è l'esaltazione del "bello" in maniera teorica, cui purtroppo in pratica non corrisponde da parte della Chiesa un atteggiamento di cura e di valorizzazione delle cose belle ma soprattutto delle persone grazie a cui il bello viene prodotto!

Insomma, è sotto gli occhi - nonché orecchie - di tutti la trasandatezza e la sciatteria di tante celebrazioni liturgiche (in proposito leggasi il chirografo di San Giovanni Paolo II), proprio a partire dal canto e da chi il canto lo accompagna strumentalmente: si dice, a giustificazione, che il Signore guarda al cuore e non alle opere...

Perché invece il Papa non dichiara apertis verbis che degli organisti preparati e dei professionisti della musica alla Chiesa non interessa veramente... perché tanto si troverà sempre uno schiacciatasti disposto di suonare il pornofono in parrocchia o il Tamburini di San Pietro in Vaticano!

Invece dobbiamo periodicamente sorbirci queste ipocrite affermazioni sul valore del bello...

Ma anche se il Papa dichiarasse «Cari organisti, di soldi per voi non ce n'è!», scommetto che nessun organista avrebbe il coraggio per protesta di consegnare al parroco le chiavi dell'organo: a tanti, più che il servizio liturgico, interessa figurare di essere «titolari» di quello che è pur sempre magari uno strumento musicale di un certo pregio.

Nulla di male in ciò, proprio perché il bello conquista tanti... tranne il clero che ci dimostra, ormai da decenni, che delle cose belle se ne può fare a meno!


Cremona, il 10 maggio 2020, Quinta domenica di Pasqua


venerdì 12 luglio 2019

L'organista, il coro e il suo direttore: invisibili attori liturgici


Condivido con fermezza quanto segue, estendendolo anche al ruolo dell'organista liturgico (che non dovrebbe mai stare alla vista dell'assemblea... purtroppo oggi non accade più solamente a causa delle consolles elettriche, perché anche certi nuovi organi meccanici - pure di mole considerevole! - vengono collocati a pavimento nel presbiterio o addirittura nella navata della chiesa!):

«Durante la liturgia il coro, e con lui la musica, deve sparire dall'attenzione perché l'assemblea orante non si è riunita per godere uno spettacolo gratificante. L'assemblea è stata convocata dalla Parola per ben altro: ascoltare la Parola e celebrare Cristo nell'adorazione del Padre e nel soffio dello Spirito.» (Giacomo BAROFFIO, Re-tractationes, Chorabooks, Hong Kong 2018, p. 76)

mercoledì 1 maggio 2019

L'organista "ministro" della musica



Gentili lettori,

vedete bene ormai tutti voi che al clero italiano non sta particolarmente a cuore il problema (perché di "problema" si tratta) della musica cultuale... figuriamoci quello dei ministeri liturgici laicali: per qualsiasi ruolo liturgico (lettore, accolito, salmista, cantore, organista) regnano sovrane l'improvvisazione e il pressappochismo!

Tuttavia il sacerdote cremonese Graziano Ghisolfi [*] ha ipotizzato, in un importante saggio (realizzato nel 2000 come tesi di compimento del Coperlim), il possibile percorso che porterebbe al riconoscimento ministeriale ed economico della figura dell'organista o, come da egli definita traducendo letteralmente dall'usato termine tedesco, del "Cantore" nel senso di responsabile del canto e della musica a livello liturgico-pastorale.

Cliccando https://www.organieorganisti.it/ruolo-pastorale-organista-chiesa-liturgico-ghisolfi si potrà leggere un estratto del lavoro del mio egregio concittadino...

Buona lettura e lieto di ricevere eventualmente il vostro parere in proposito.

Cordiali saluti

Paolo Bottini


Cremona, il 1° maggio 2019


[*] Don Graziano Ghisolfi, nato a Cremona nel 1963, ha intrapreso gli studi musicali presso la Civica Scuola Musicale “Claudio Monteverdi” di Cremona seguendo il corso di Pianoforte Principale del M° Fabrizio Garilli. Dopo gli studi classici e teologici ha approfondito la propria preparazione conseguendo il diploma in Musica Corale e Direzione di Coro presso il Conservatorio “A. Boito” di Parma. Si è successivamente perfezionato con S. Korn, M. Mungai e M. Berrini. Parallelamente ha conseguito il Diploma al Corso di Perfezionamento Liturgico-Musicale della Conferenza Episcopale Italiana (riconosciuto dalla Pontificia Università Lateranense di Roma) e, ultimamente, il Diploma in Formazione e Direzione di Coro Liturgico, sempre della Conferenza Episcopale Italiana. Collabora stabilmente con l’Ufficio Liturgico Nazionale in veste sia di cantore che di direttore di coro nella preparazione degli eventi della CEI. Pur impegnato nella pastorale, è insegnante presso la Scuola Diocesana di Musica Sacra “Dante Caifa” di Cremona, Responsabile della sezione “Musica per la Liturgia” dell’Ufficio Diocesano per il Culto Divino e Direttore del Coro della Cattedrale di Cremona.


domenica 14 aprile 2019

Della sacralità dell'organo a canne

In fatto di "sacralità" dell'organo a canne: non dimentichiamo che tutti gli organi presenti nelle chiese sono stati solennemente resi "sacri" da un rito di benedizione (lo riporto sotto per intero)!
Solo per questo fatto, lo strumento dovrebbe essere considerato quasi "intoccabile" da chiunque sia estraneo al suo utilizzo liturgico, alla sua tutela, conservazione e valorizzazione... ma qui siamo al solito punto: gli organisti cosiddetti «titolari» di fatto non hanno alcun titolo per esercitare queste funzioni, semplicemente perché nessuno attribuisce loro ufficialmente un "titolo"!!

* * *

50 - BENEDIZIONE DI UN ORGANO

Premesse

1478. 
Nella celebrazione dei divini misteri ha notevole importanza la musica sacra; l'organo poi è tenuto in grande onore nella Chiesa latina, esso infatti, accompagnando i canti e i momenti liturgici, può aggiungere splendore alla celebrazione, favorire la preghiera dei fedeli e innalzare la loro mente a Dio.
Dato lo stretto legame tra organo, musica e canto nelle azioni liturgiche e nei pii esercizi del popolo cristiano, è particolarmente significativa la benedizione celebrata prima del suo uso liturgico.
1479. Il rito qui proposto può essere usato dal vescovo e dal presbitero.1480. Nel rispetto della struttura del rito e dei suoi elementi essenziali, si potranno adattare le singole parti alle circostanze di persone e di luoghi.
Se il rito è lodevolmente presieduto dal vescovo, si facciano gli adattamenti del caso.
1481. La benedizione dell'organo si può celebrare in qualsiasi tempo, fatta eccezione per i giorni liturgici nei quali l'uso dello strumento è limitato all'accompagnamento dei canti.

 
Rito della benedizione


INIZIO

1482.
 Quando tutti sono riuniti, si esegue, senza organo, un canto adatto o si fa una pausa di raccoglimento. Poi tutti si fanno il segno della croce, mentre il sacerdote dice:
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.R. Amen.SALUTO

1483. 
Il sacerdote saluta i presenti con le seguenti parole o altre adatte, tratte di preferenza dalla Sacra Scrittura:L'amore di Dio Padre,
la pace del Signore nostro Gesù Cristo
e la consolazione dello Spirito Santo, sia sempre con voi.
Oppure:Il Signore, che i Santi lodano senza fine,
sia sempre con voi.
R. E con il tuo spirito.o in un altro modo adatto.
MONIZIONE INTRODUTTIVA

1484. 
Il sacerdote, o un altro ministro idoneo, introduce il rito di benedizione con queste parole o altre simili:
Fratelli e sorelle, siamo qui riuniti per la benedizione del nuovo organo, che renderà più lieta e solenne la celebrazione della divina liturgia. Anche l'arte musicale a servizio del culto tende allo scopo primario di dar gloria a Dio e di santificare gli uomini.
Il suono dell'organo nel contesto celebrativo, sostiene il canto unanime dei fedeli, espressione di quel cantico nuovo che sarà veramente tale se all'accordo degli strumenti e delle voci si unirà la santità della vita. Canteremo bene se vivremo bene nella chiave della divina volontà e nell'armonia della carità fraterna.

LETTURA DELLA PAROLA DI DIO

1485. 
Un lettore o uno dei presenti legge uno dei seguenti testi della Sacra Scrittura:

Col 3, 12-17 
Cantando a Dio di cuore e con gratitudine.


Ascoltate la parola di Dio
dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi

Rivestitevi, come eletti di Dio, santi e amati, di sentimenti li misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza, sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente, se qualcuno abbia di che lamentarsi nei riguardi degli altri. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi. Al di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo della perfezione. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E siate riconoscenti!
La parola di Cristo dimori tra voi abbondantemente; ammaestratevi e ammonitevi con ogni sapienza, cantando a Dio di cuore e con gratitudine salmi, inni e cantici spirituali. E tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre.


1486
Oppure (per esteso vedi a p. 866 ss.):
Nm 10,1-8.10  Suonerete le trombe, quando offrirete olocausti e sacrifici.
1 Cr 15,3.16.19-21.25Suonavano le trombe dinanzi all'arca.
2 Cr 5,2-5.11-14Centoventi sacerdoti suonavano le trombe.
Ef 5,15-20Cantando e inneggiando al Signore con tutto il cuore.
Lc 1,39-47 Il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore.
Lc 10,21-22R.
 Amen.RESPONSORIO

1487.
 Secondo l'opportunità si può cantare, senza organo, o recitare un salmo responsoriale (per esteso vedi a p. 1002 ss.) o eseguire un altro canto adatto.
Sal 46 (47), 2-3 7-8R. Con suoni di tromba cantate e inneggiate al Signore.Sal 97 (98), 1 2-3b 3c-4 5-6
R. Cantate inni e acclamate al Signore.BREVE ESORTAZIONE
1488. 
Secondo l'opportunità, il sacerdote rivolge brevi parole ai presenti illustrando la lettura biblica, perché percepiscano il significato della celebrazione e apprezzino il servizio liturgico dell'organo.

Breve silenzio.

PREGHIERA DEI FEDELI

1489. 
Segue la preghiera comune. Tra le invocazioni proposte, si possono scegliere alcune ritenute più adatte, o aggiungerne altre in sintonia con particolari situazioni di persone o necessità del momento.
Pieni di esultanza, glorifichiamo Dio onnipotente, per gli innumerevoli doni della sua bontà, e, come esorta l'Apostolo, rendiamo grazie con la voce e il cuore.R. Gloria a te, Signore.

Padre santo, re del cielo e della terra,
fonte di ogni perfezione ispiratore di ogni vera armonia,
noi ti lodiamo per la tua immensa gloria. 
R.

Signore Gesù Cristo, Verbo eterno del Padre,
che ti sei fatto uomo
per riscattarci dal peccato
e rivestirci della dignità filiale,
noi ti glorifichiamo per la tua infinita misericordia. 
R.

Spirito Santo di Dio,
che abiti nei nostri cuori
e ci edifichi in un solo corpo,
noi ti benediciamo
per la tua misteriosa presenza nella Chiesa. 
R.

Santa Trinità, unico Dio,
principio e fine di tutte le cose,
a cui il cielo e la terra innalzano un canto nuovo,
noi ti adoriamo per la tua ineffabile beatitudine. 
R.

_____________________________________________________


1490.
 
Quando si omettono le invocazioni sopra indicate, prima della formula di benedizione, il sacerdote invita alla preghiera con queste parole o altre simili:
E ora noi tutti, in comunione con la santa Chiesa,
a una sola voce e con un solo cuore
invochiamo Dio, nostro Padre.

Tutti pregano per qualche momento in silenzio.
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* Segue la preghiera del Signore:
Padre nostro.
PREGHIERA DI BENEDIZIONE
1491. 
Il sacerdote, con le braccia allargate, pronuncia la preghiera di benedizione:
Sii benedetto, Signore Dio nostro,
bellezza antica e sempre nuova,
che governi il mondo con la tua sapienza
e con la tua bontà lo rivesti di splendida luce;
a te cantano i cori degli angeli,
sempre pronti ad ogni tuo cenno;
a te inneggiano gli astri del cielo,
nel ritmo costante del cosmo;
te santo proclama l'assemblea dei redenti,
e con il cuore, la voce, la vita
celebra la gloria del tuo nome.

Anche noi, tuo popolo,
radunato in festa nella tua casa,
ci uniamo al canto universale,
magnificando con la Vergine Maria
i prodigi del tuo amore;

concedi la tua benedizione
a tutti gli interpreti e cantori della tua lode
e a questo strumento sonoro,
perché accompagnati dai suoi accordi armoniosi
possiamo associarci alla liturgia del cielo.

Per Cristo nostro Signore.

R. Amen.* 1492. Terminata la preghiera di benedizione, il sacerdote se lo ritiene opportuno, incensa l'organo. Quindi con l'accompagnamento del nuovo strumento, si può cantare il Salmo 150 (n. 2375) o un altro canto adatto. Potrà seguire l'esecuzione di uno o più brani del repertorio organistico, eventualmente intercalata da altri canti dell'assemblea e del coro. Tutti mantengano un atteggiamento di rispettoso ascolto, evitando gli applausi ad ogni pezzo musicale.
CONCLUSIONE

1493. 
Il sacerdote stendendo le mani sui presenti dice:
Il Signore, degno di ogni lode,
vi conceda di essere cantori della sua gloria
per unirvi al cantico nuovo
che risuona nel santuario celeste.

R. Amen.la benedizione di Dio onnipotente,  
Padre e Figlio X e Spirito Santo,
discenda su di voi, e con voi rimanga sempre.

1494.
 Un canto corale o una suonata d'organo possono chiudere la celebrazione.