Liturgia & Musica

Questo spazio nasce dalla mia esperienza di moderatore della mail circolare "Liturgia&Musica", avviata nel dic. 2005 per conto della “Associazione Italiana Organisti di Chiesa” (di cui fui segretario dal 1998 al 2011) al fine di tener vivo il dibattito intorno alla Liturgia «culmine e fonte della vita cristiana» e al canto sacro che di essa è «parte necessaria ed integrante» unitamente alla musica strumentale, con particolare riferimento alla primaria importanza dell'organo.

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domenica 17 novembre 2019

Il progetto "Canto e Catechesi" di A. Gasperi presentato al card. Ravasi



Gentili lettori,

di recente in Vaticano si è svolto il terzo convegno che il cardinale Gianfranco Ravasi (presidente del Pontificio Consiglio della Cultura) ha desiderato promuovere per sollecitare un dialogo necessario sull' "oggetto" musica sacra.

Il titolo del convegno era "Chiesa, Musica, Interpreti: un dialogo necessario": ospiti da diversi continenti, relazioni, approfondimenti, poi l'appuntamento con i Vespri in Cappella Sistina l'8 novembre, infine sabato 9 novembre - a fine lavori - l'udienza dei partecipanti con il Papa.

Sono dell'idea che questi convegni siano sostanzialmente inutili se non vi saranno direttive ufficiali affinché il canto e la musica per il culto non verranno affidati a professionisti debitamente formati (e di conseguenza regolarmente pagati): diversamente, anche un'enciclica papale che incoraggi la regolamentazione della musica per la liturgia non avrebbe che rari riscontri se non contenesse gli "ordini" affinché almeno nelle chiese cattedrali di ogni diocesi del mondo vi sia un musicista regolarmente pagato per svolgere a tempo pieno il lavoro al quale ha dedicato anni di studi professionalizzanti!

Parallelamente vi sono persone, come il M° Antonio Gasperi di Trento, che non attendono "ordini" dall'alto ma, umilmente, si adoperano affinché semi buoni cadano per terra...

Vi consegno qui in calce la lettera che il Maestro, autore del progetto "Canto e Catechesi", ha consegnato al cardinale Ravasi in occasione del citato convegno.

Tenendo conto che il seminatore non può mai sapere se proprio tutti i semi da egli gettati diverranno una pianta che porta frutto...

Grazie sempre per la vostra cortese attenzione e cordiali saluti.



Cremona, domenica 17 novembre 2019


* * *

Al Presidente
"Pontificium Consilium De Cultura"
Sua Eminenza RAVASI card. Gianfranco

Eminenza,

sono Antonio Gasperi, musicista ed ex insegnante al Conservatorio Bonporti di Trento.
Lo scorso autunno, in occasione del Convegno Musica e Compositori, ho presentato a grandi linee il progetto “Canto e Catechesi”, piccola scuola di formazione musicale rivolta ai ragazzi che frequentano la Catechesi parrocchiale.
Finalità primaria di questo progetto è la formazione musicale a indirizzo corale dei fanciulli a partire dai sei anni di età. Sappiamo purtroppo che questo tipo di formazione non è previsto nei programmi curriculari della scuola primaria di Stato. Il corso “Canto e Catechesi”, che è stato avviato all’indomani del Convegno stesso nella parrocchia dove svolgo il mio volontariato, prevede lo studio di un repertorio musicale diversificato che va dal canto popolare infantile, al canto cosiddetto didattico, finalizzato cioè all’apprendimento, in forma elementare, dei concetti fondamentali della grammatica e della sintassi musicale. Il corso prosegue con il canto d’autore e si completa con i canti – preghiera i quali sono composti espressamente per la voce dei fanciulli. Questi canti, che comprendono le preghiere fondamentali a partire dal segno della croce, sono propedeutici allo studio della salmodia e dei testi sacri.
E da questo vivaio di piccoli cantori, di cui fa parte qualche allievo con genitori di origine non italiana, è nato spontaneamente, su richiesta degli stessi allievi, il desiderio di imparare a suonare uno strumento. Dopo un periodo preparatorio, i candidati sono stati ammessi ai corsi diocesani di musica sacra che ora frequentano con buoni risultati.
A margine di questa mia esperienza ho capito quanto sia importante seguire personalmente gli stessi allievi al fine di garantire loro una buona assimilazione del metodo di studio e di sostenerli nella scelta specifica.
Il progetto “Canto e Catechesi” è stato proposto in particolar modo come surrogato della Schola Cantorum, istituzione che anche nella nostra Diocesi Trentina soffre di abbandono. E, se a questa triste condizione si unisce la realtà dei cori parrocchiali, la cui età media anagrafica è piuttosto avanzata, viene legittimo chiedersi se il coro liturgico, in un prossimo futuro, sarà ancora in grado di operare.
Sappiamo che nelle nostre chiese le celebrazioni liturgiche sono spesso animate da formazioni corali giovanili sostenute da complessini strumentali. Tali formazioni hanno di solito una breve durata e affiancano il coro parrocchiale in determinate circostanze liturgiche.
Molti si chiedono come possa conciliarsi con le finalità del canto sacro, e cioè “dare lode a Dio e contribuire alla santificazione dei fedeli”, la musica del repertorio giovanile quasi fosse musica di intrattenimento e perciò inadeguata allo stile della musica liturgica.
Purtroppo, il contesto dove queste realtà giovanili, sovente improvvisate, vengono istruite, non risponde in gran parte a un’adeguata formazione culturale ed è soprattutto per questa ragione che tali realtà, oltre ad essere precarie, non presentano segni culturalmente evolutivi.
Per quanto riguarda la mia esperienza relativa al progetto “Canto e Catechesi” posso affermare che, nonostante le difficoltà da affrontare, le strade dell’impegno e della preparazione sono le modalità di lavoro fondamentali ad avvicinare i giovani al canto e alla preghiera. Non va dimenticato inoltre, che a fianco dei giovani allievi ci sono le rispettive famiglie a sostenerli nel loro percorso di approccio alle verità della fede. E’ altresì bello sentire questi fanciulli mentre mi confidano, con ambizione, che in famiglia ripetono i canti che hanno imparato al coro, facendoli così conoscere anche ai propri famigliari. In questo modo la piccola scuola di bambini che canta allarga la sua esperienza nell’ambito della propria famiglia e questo contribuisce a dare il senso di una comunità che si unisce anche attraverso il canto e la preghiera.

È doveroso ricordare che un tempo la Schola Cantorum era il vivaio dove le giovani generazioni iniziavano lo studio della musica a indirizzo liturgico – corale. E all’interno di questo vivaio trovavano la loro prima formazione musicale non solo i futuri componenti il coro parrocchiale, ma anche coloro che sarebbero confluiti nei cori amatoriali, nelle bande e, come è successo a me e a tanti musicisti, coloro che avrebbero proseguito negli studi musicali professionali.
A chiusura di questo mio intervento mi sia permesso rivolgere a Lei, quale Presidente del Pontificium Consilium de Cultura, una preghiera affinché si faccia interprete del grande bisogno di cultura musicale richiesto dalle nostre comunità, un bisogno che potrà essere affrontato soprattutto attraverso la rinascita della Schola Cantorum. Pertanto, chiedo gentilmente che in uno dei prossimi Convegni si possa affrontare il tema della formazione musicale giovanile all’interno della Schola Cantorum.

Antonio Gasperi
Trento, 6 novembre 2019






domenica 24 febbraio 2019

Trento: il progetto sperimentale "Canto e Catechesi" a cura di Antonio Gasperi

Gent.mo M° Paolo Bottini,

ecco la breve cronaca relativa al progetto “Canto e Catechesi”.

Sono un musicista compositore, già insegnante di conservatorio e ora in pensione.
Accanto agli studi musicali classici ho sempre coltivato l’interesse per la musica liturgica, settore questo che mi ha permesso fin dagli anni della mia fanciullezza e dell’adolescenza di coltivare la passione per la musica. Da diverso tempo svolgo il mio volontariato presso la parrocchia dove collaboro come organista e istruttore di coro.
In questi ultimi 10 anni ho avuto l’occasione di tenere un corso di educazione musicale per i bambini della catechesi presso l’oratorio della mia parrocchia. Questo corso, che si è svolto con la collaborazione di una brava e paziente suora, ha maturato dentro di me la necessità di raccogliere tale esperienza didattico-musicale e di proporla come progetto. La bontà della proposta l’ho potuta verificare attraverso l’esecuzione, alla Messa parrocchiale domenicale, di una piccola messa accompagnata con l’organo.
Il progetto in questione l’ho intitolato “Canto e Catechesi”, quasi a simboleggiare quell’unione di canto e catechesi svolta da me in collaborazione con la suora catechista, presso l’oratorio.
Nell’anno 2017 ho partecipato al Convegno romano “Musicam sacram” a 50 anni dalla sua pubblicazione. Successivamente, lo scorso settembre ho partecipato al Convegno romano “Compositori e Chiesa” svoltosi presso l’università Lumsa di Roma in occasione del quale ho potuto presentare i contenuti di questo progetto.
In sintesi “Canto e Catechesi” propone un itinerario musicale da affiancare all’attività di catechesi in quanto contiene anche un repertorio di canti che hanno attinenza con il programma di approccio alle verità della fede.
Esso si compone innanzitutto di canti di intrattenimento ricavati dal repertorio popolare e d’autore e raccolti da canzonieri in uso presso gli istituti magistrali. Accanto ad essi si snoda un percorso di canti – preghiera i quali, per quanto concerne il primo ciclo di catechesi, sono: il segno della croce e le preghiere principali del Padre nostro, dell’Ave Maria, dell’Angelo di Dio e del Gloria.
Questi canti sono disposti secondo un criterio didattico-musicale che si adatta all’età dei bambini cantori, in età media dai sei agli otto anni, e sono corredati da una scheda che ne illustra le caratteristiche musicali e bibliche.
Tutto questo fa capo ad una iniziativa culturale specifica dal titolo: “Corso di educazione musicale a indirizzo corale, preparatorio alla catechesi”.

Per quanto riguarda la sua realizzazione si è pensato di trasformarlo come esperienza da svolgere nel periodo della pre-catechesi, ossia non ancora inserito nelle attività specifiche della catechesi.
Pertanto, questo corso viene svolto a metà settimana in un orario situato al temine delle lezioni scolastiche.
La prova di canto è di circa un’ora e si svolge in un’aula del coro parrocchiale, attrezzata cioè all’attività del canto corale.
Alla lezione di canto collabora una corista che è insegnante presso la scuola dell’infanzia: in questo modo lei offre un valido aiuto nella conoscenza della pedagogia infantile.
Cerco di garantire alla lezione di canto una certa connotazione culturale poiché è mio desiderio avvicinare i giovani allievi alla lettura della musica, su imitazione dell’insegnamento di Guido D’Arezzo, figura di grande spessore culturale oltre che storico.
Il progetto "Canto e Catechesi" è una proposta-guida a carattere sperimentale in cui, accanto al materiale corale, ho ritenuto necessario aggiungere un supporto didattico attraverso una serie di schede che contengono le modalità per realizzare i vari obiettivi e i concetti ad essi inerenti. Questa attività didattica intende inoltre assumere uno stile di tipo relazionale, vale a dire fondato sulla conversazione aperta tra i piccoli coristi e il maestro e tra i coristi stessi in modo da favorire e stimolare in essi un interesse per la disciplina musicale.
Mi permetto ora di rilevare l’aspetto positivo che la presenza del piccolo coro ha suscitato tra le file del coro parrocchiale. Infatti lo sguardo dei coristi, formato da persone in media over 70, sembra essersi rasserenato da quando è partita la nuova iniziativa, ed è bello constatare che il coro manifesta una vicinanza anche di tipo affettivo. Ha destato una certa tenerezza l’esecuzione alla Vigilia di Natale del canto “Tu scendi dalle stelle” che i piccoli coristi hanno eseguito assieme all’assemblea e al coro. Al termine della Messa i piccoli hanno lanciato il loro augurio di buon Natale, riempiendo così la chiesa del loro inconfondibile timbro.
A conclusione della presentazione del progetto “Canto e Catechesi” mi permetto di auspicare che esso possa offrire uno dei tanti possibili esempi al fine di richiamare l’interesse delle giovani generazioni verso la pratica del canto corale, tanto assente ai nostri giorni, ma altrettanto importante per la loro formazione sia a livello individuale sia a livello sociale.
Ringraziando per la cortese attenzione, porgo i miei più sentiti saluti ed auguri,

Antonio Gasperi