Liturgia & Musica

Questo spazio nasce dalla mia esperienza di moderatore della mail circolare "Liturgia&Musica", avviata nel dic. 2005 per conto della “Associazione Italiana Organisti di Chiesa” (di cui fui segretario dal 1998 al 2011) al fine di tener vivo il dibattito intorno alla Liturgia «culmine e fonte della vita cristiana» e al canto sacro che di essa è «parte necessaria ed integrante» unitamente alla musica strumentale, con particolare riferimento alla primaria importanza dell'organo.

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domenica 15 dicembre 2024

L'inno "Lauda Sion - Christus vincit" di Federico CAUDANA

 



Federico CAUDANA (1878-1963) vinse per concorso il posto di organista titolare e maestro di cappella del Duomo di Cremona nel 1907: lo tenne fino alla morte. 

Il suo nome è ancora oggi universalmente noto grazie alla sua messa popolare "Laus tibi Christe" (conosciuta come "Caudanina") ma soprattutto grazie all'inno "Lauda Sion - Christus vincit" che, composto in occasione del primo congresso eucaristico cremonese (Cremona, 8-11 maggio 1924), fece subito presa grazie all'innato talento del compositore nel creare melodie spontaneamente orecchiabili e cantabili dalle masse popolari. 

Infatti, come testimoniava monsignor Ernesto Moneta Caglio

«Caudana era eminentemente popolare: era la strada a cui l'avevano avviato i suoi primi educatori salesiani. Se scriveva per il popolo, ne uscivano canti che facevano subito colpo tra la massa. Basterebbe pensare al suo Lauda Sion e ai vari pezzi del Congresso Eucaristico del 1924. Se invece scriveva per la schola, le sue musiche miravano sempre ad essere comprese dal popolo».

Il "Lauda Sion" venne dedicato a monsignor Agostino Desirelli, parroco della chiesa di S. Agata in Cremona e presidente del citato congresso eucaristico di Cremona.

È certamente grazie alla risonanza creata da questo e da molti altri inni che l'editore di musica sacra Vittorio Carrara (in attività a Bergamo dal 1912) si accorse del valore di Caudana e subito lo contattò iniziando una proficua e prolifica collaborazione professionale, sfociante in una cordiale ed intima amicizia almeno dall'aprile 1928 (momento dal quale nel rapporto epistolare i due iniziano a darsi del «tu») e che durerà per tutta la vita. 

Appurata l'effettiva diffusione dei suddetti inni caudaniani nei tre anni dopo il citato congresso eucaristico – inni che già per quell'occasione l'editore bergamasco aveva stampato ad uso diocesano cremonese in una versione per canto e organo – Carrara non esitò a proporne la pubblicazione nel catalogo della sua casa editrice, confortato dal fatto che Caudana stesso gli confermava «da ogni parte ho richieste dei miei canti eucaristici, specialmente il Lauda Sion»; anzi, subito dopo la prima edizione a stampa del 1927 fu necessaria una ristampa in vista della festa del Corpus Domini, specialmente il Lauda Sion Banda, e canto ed organo. 

«Ormai è divenuto popolarissimo in molte diocesi - scrive Caudana a Carrara - e conviene farlo conoscere maggiormente con molta reclame. Il vescovo di Cremona desidererebbe farlo diventare canto ufficiale dei Congressi Eucaristici e mi pare stia facendo delle pratiche in proposito. Non sarebbe il caso di stampare la parte canto e organo separatamente dagli altri tre [inni]? [...] Desidero fare bella figura io, ma voglio che la faccia anche Lei come editore».


Nel contempo Caudana considerava, forse un po' amaramente, che «[il mio Lauda Sion] anche qui è stato eseguito migliaia di volte e non ho mai preso un ghello» e che, quindi, «se mi dovessero pagare in ragione delle volte che è stato eseguito il mio 'Lauda Sion' potrei comperarmi, se non l'automobile, almeno un carretto con il ciuccio». 

Già all'epoca si guadagnava poco o nulla di diritti d'autore per la musica eseguita nella liturgia, quindi Carrara è preoccupato, quanto meno, di ricevere il giusto introito con la musica degli inni e delle marce religiose eseguite dai corpi bandistici all'aperto durante le processioni: 

«Le bande del cremonese suonano quasi tutte gli inni miei da te pubblicati come marcie religiose nelle processioni e non so se hanno pagato: mi informerò presso l'agente dei diritti d'autore. Gli altri editori hanno pochissime marce religiose. [...] Mi pare quindi che tu facendo reclame dovrebbero eseguire quelle della tua edizione che sono belle».


Tuttavia all'epoca, quanto meno e a differenza di oggi, riguardo ai diritti d'autore per le musiche eseguite in chiesa 

«a Cremona e diocesi [le parrocchie] pagano tutte con una tassa fissa dal minimo di lire 10 a 50 all'anno, per la musica eseguita sull'organo. Quando però vi sono funzioni straordinarie, come uffici funebri (con messa da morto coi cantori) pagano altra tassa». 

E per questo – la cifra è comunque non paragonabile agli spropositati diritti che può guadagnare oggidì, ad esempio, un cantautore – nel maggio 1929 Caudana può quasi trionfante comunicare all'amico Carrara: «Ho ricevuto lire 20 di diritti d'autore: voglio comperare l'automobile come ha fatto il M.° [Alessandro] Marinelli [1865-1951]».

Tornando agli inni eucaristici caudaniani, la possibilità di un largo impiego dei medesimi abbiamo visto stare molto a cuore sia all'autore che, ancor di più, all'editore Carrara:

«Ti ringrazio tanto per aver pensato di far reclamare al mio "Lauda Sion" mettendo sull'"Araldo" [di gennaio] e consigliandolo come il canto dei pellegrini per l'anno santo. Dovresti scrivere al Presidente dei Congressi Eucaristici mons. Angelo Bartolomasi vescovo [Ordinario Militare a Roma] (mio buon amico d'infanzia) che faccia passare il suddetto inno ufficiale dei Congressi. [...] A proposito di inni eucaristici ti prego di un favore: il vescovo di Andria (Bari) [mons. Ferdinando Bernardi] mio compaesano ed amico mi ha scritto in questi giorni domandandomi copia dei miei inni eucaristici "Lauda Sion" e Al SS. Sacramento (Qual regni tra i nimbi) e Pange Lingua, perché desidera che vengano eseguiti al prossimo Congresso che faranno nella sua Diocesi. Io non ne ho copia: ti prego di farne spedire una copia di tutti per canto e organo».


Carrara provvede e Caudana rincalza: «Ti ringrazio delle copie "Lauda Sion" che mi hai mandato e delle copie che hai mandato a mons. Bartolomasi [...]: gli scriverò insistendo perché faccia passare presto come inno ufficiale dei Congressi Eucaristici il Lauda Sion e sarà bene che scriva anche tu».

L'opera di divulgazione 'nazionale' viene innescata nel marzo 1933: «Domani mi troverò a pranzo col mio vescovo mons. Cazzani e con mons. Bartolomasi. Tirerò in ballo il mio "Lauda Sion"» e infatti nel 1934 l'Ordinario Militare monsignor Angelo Bartolomasi scrive a Caudana notando con piacere la grande diffusione
del Lauda Sion, desiderando contribuire ad una maggiore ulteriore diffusione come inno ufficiale in tutti in congressi eucaristici e pregando Caudana di inviargliene dieci copie. Infine, giusto a testimonianza del grande successo popolare del Lauda Sion e degli altri canti sopra citati, ecco una breve cronaca della festa del Corpus Domini 1933 a Cremona: 

«Ho terminato ora la funzione in cattedrale: processione magnifica. Il mio Lauda Sion ed il mio Pange lingua hanno trionfato: il coro formato da tutto il seminario e da due altri Istituti (circa 300 cantori) accompagnati benissimo dalla Banda Cittadina composta da 65 ottimi elementi, ha fatto un grande effetto. Giunti in piazza del duomo (gremitissima) tutto il popolo cantava con entusiasmo i due canti. Una cosa veramente commovente».

La fama del Lauda Sion caudaniano raramente veniva oscurata: 

«Hai fatto bene proporre l'inno di Donini al Congresso di Fermo, ma sarà difficile che lo accettino perché in ogni regione vi è il compositore (quasi sempre un prete) che vuole imporre il suo inno: passa il mio Lauda Sion perché ormai è nel dominio pubblico, altrimenti boicotterebbero anche quello. Non hanno fatto così anche a Crema per il Congresso? Non hanno voluto il Lauda Sion di Caudana perché roba cremonese e non avendo il musicista cremasco capace di fare un inno si sono rivolti al Bambini perché dalle parti di Brescia!!! Ad ogni modo sono contento che cantino il mio e speriamo prendano anche quello di Donini che è molto bello».


[quanto sopra è tratto da: Paolo Bottini, Federico Caudana (1878-1963): vita ed opere di un musicista tra professione e vocazione, in «Bollettino storico cremonese» n.s., 13-14 (2006-2007), pp. 205-414; le citazioni sono tutte tratte dall'inedito epistolario Caudana/Carrara, reso disponibile dal comm. Vinicio Carrara (1921-2006), titolare della Casa Musicale Edizioni Carrara di Bergamo]

lunedì 18 agosto 2014

Federico CAUDANA musicista ex allievo salesiano




Il 16 agosto 2014 è iniziato l’anno bicentenario della nascita di S. Giovanni Bosco. In proposito desidero ricordare un musicista “salesiano” che fu tra i primi allievi dell’Oratorio di Valdocco: Federico Caudana, il quale divenne nel 1907 organista e maestro di cappella del Duomo di Cremona e a partire dal 1924 tra i principali collaboratori (nonché, presto, intimo amico) dell’editore bergamasco di musica Vittorio Carrara. Il testo sotto riportato è tolto dalla biografia di Federico Caudana, dal sottoscritto compilata per i tipi del «Bollettino Storico Cremonese» uscito nel settembre 2009. Grazie per la cortese attenzione. Paolo Bottini


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Federico CAUDANA, che «con Lorenzo Perosi e Franco Vittadini fu nel campo della musica sacra uno degli autori più eseguiti per l'ispirazione e la correttezza dello stile»,1 nacque a Castiglione Torinese il 4 dicembre 1878 e morì a San Mauro Torinese nella villa “Richelmy”, ove si trovava in villeggiatura, il 29 luglio 1963; fu sepolto a Cremona il 31 luglio dopo funerali solenni in cattedrale.

Rimasto solo al mondo a soli quattro anni, per la morte di entrambi i genitori, fu cresciuto dagli zii, in particolare da don Vincenzo Caudana (fratello del padre e parroco a Pino Torinese) il quale lo affidò successivamente all'Oratorio di San Francesco di Sales (Torino-Valdocco) istituito da don Giovanni Bosco, ove entrò all’inizio dell’anno anno scolastico 1892/93.

La formazione che ricevette dall'ambiente salesiano condizionò profondamente la sua vita: a testimonianza della sua “fede” salesiana, tra le diverse opere di Caudana dedicate al grande santo esiste una messa popolare ad una voce con organo composta nell'ottobre 1956 e che l'autore volle dedicare a don Renato Ziggiotti, all'epoca “rettor maggiore” della Società Salesiana. Lo stesso Caudana bambino, inoltre, ebbe occasione di incontrare don Bosco in persona:

Io voglio bene a don Bosco ed ai Salesiani. Ho avuto il bene di conoscere don Bosco nell'anno 1887 in settembre che di passaggio da Chieri a Torino ha dormito, con un altro sacerdote che ho pure conosciuto (don Branda), a casa mia: dopo quattro mesi è morto. È per me una soddisfazione aver conosciuto un santo così grande.2

Bisogna sottolineare che don Bosco – buon dilettante d'organo, di violino e pure compositore di musica (come testimoniato nella Vita di S. Giovanni Bosco di don Giovanni Battista Lemoyne) – aveva a cuore che i ragazzi ricevessero pure una seria educazione musicale, per questo fondò a Torino la scuola di musica dell'Oratorio di San Francesco di Sales il cui scopo era in primis «promuovere la gloria di Dio contribuendo al maggior lustro delle funzioni religiose sì nell'Oratorio che fuori», e in secundis, «procurare un utile sollievo e un futuro mezzo di speciale risorsa ai giovani artigiani più distinti per buona condotta e diligenza».3

Ed è proprio all'epoca degli studi ginnasiali presso l'Oratorio Salesiano di Valdocco che emerse il talento musicale del giovane Federico, quando il maestro Giuseppe Dogliani, laico cooperatore nell'Oratorio, lo ebbe nella sua corale e, probabilmente, gli impartì i primi insegnamenti di pianoforte avviandolo così allo studio della musica, la quale durante quei cinque anni di permanenza,4 secondo i precisi intendimenti di don Bosco, costituì anche per Caudana una costante presenza sia nella liturgia che nella ricreazione. A Valdocco egli si trattenne sino al termine dell'anno scolastico 1895/96 (perciò in un periodo posteriore alla presenza di don Bosco, che morì il 31 gennaio 1888).

Le cronache ci consegnano l'esecuzione di musica di Federico Caudana a Valdocco ancora nel 1912 (dall'estate 1907 si trovava già a Cremona): un «grandioso Sacerdos et Pontifex del maestro F. Caudana, alternati colle soavi parti variabili in gregoriano, ebbero davvero un'esecuzione meravigliosa» il 23 e 24 maggio 1912 da parte della schola cantorum dell'Oratorio Salesiano diretta da Giuseppe Dogliani.5 Nel 1934 Caudana diventa il compositore salesiano laico per eccellenza grazie alla pubblicazione della cantata Don Bosco Santo, originariamente dedicata «al mio illustre ed amato maestro Dogliani Cav. Giuseppe degno figlio di don Bosco»,6 la cui partitura venne pubblicata dall'editore Carrara nel numero di settembre del medesimo anno del periodico «Melopea Educativa».

E poi la canonizzazione di don Bosco, proclamato santo il 1 aprile 1934, spinge subito Carrara a progettare la pubblicazione di canti utili per la messa propria in onore san Giovanni Bosco e a Caudana «ex Allievo Salesiano» viene affidato il compito di mettere in musica il testo «Contra spem, in spem credidit...»: ne esce un mottetto di comunione a due voci pari con accompagnamento d'organo e d'armonio che vien pronto il 20 aprile.

L'editore di musica bergamasco Vittorio Carrara s'imponeva di mantenere, come linea editoriale, una media facilità delle composizioni, in vista della diffusione capillare in tutta Italia presso le tantissime piccole scholæ cantorum e gli organisti dilettanti dalle limitate capacità, richiedendo dunque ai propri collaboratori composizioni di facile approccio.

Ma già nel 1894, a soli sedici anni, Caudana si mette in luce nel mondo salesiano componendo Cinque cantate per Israele, ma la vocazione di compositore è ben più precoce: a La Spezia il 10 luglio 1889, non ancora undicenne, compone la romanza per canto e pianoforte Ritornerà?; a quest'epoca possiamo anche, quasi certamente, far risalire il Valzer lento per pianoforte, la cui partitura rimastaci possiede una tarda annotazione autografa che ne rivela la composizione «quando era un giovinotto sbarbato». Forse scrivibile agli anni di studio a Valdocco è anche una melodia per tenore o soprano con pianoforte dal titolo Canto dell'anima su versi di Alfredo Morotti.

A favore dell'ambiente salesiano, inoltre, non mancheranno per Caudana occasioni di scrivere anche inni: nel 1943 ebbe occasione di mettere in musica un testo, scritto da don Secondo Rastello del collegio salesiano “Rota” di Chiari (Brescia), in omaggio al paese di Precasaglio di Ponte di Legno sede della “Casa Alpina don Bosco”; composto nel 1949 per il «prof. don Emilio Bonomi – Istituto Salesiano don Bosco – via dell'Istria, Trieste» è il mottetto Spiritus Domini, e in villeggiatura a «Giaveno ore 10 del giorno 19 agosto 1959» terminava di comporre un nuovo Inno ex allievi salesiani dopo aver ricevuto solo mezzora prima «la poesia per mezzo di mio genero Paolo».


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1 Guglielmo Berutto, Il Piemonte e la musica 1800-1984, Torino 1984, p. 57.
2 Cfr. Epistolario inedito Caudana-Carrara (estratti), a cura di Paolo Bottini, 7/5/34: trattasi del corpus di lettere inviate tra il 1924 e il 1962 da Federico Caudana all'amico-editore Vittorio Carrara (1885-1966), presso la cui casa editrice, fondata nel 1912 a Bergamo, Caudana iniziò a collaborare nel 1924, diventando presto, oltre che amico personale del fondatore Vittorio, uno dei più preziosi fornitori di musica. È opera mia la trascrizione di questo epistolario finora inedito, da cui sono citati in questa biografia numerosi estratti.
3 Giovanni Bosco, Regolamento della Scuola di Musica posta sotto il patronato di S. Cecilia, Torino, 31 ottobre 1873; citato in «Musica Sacra», III (1970), 1. Tra l'altro don Bosco fu l'autore del testo e della musica della popolare laude natalizia Ah! Si canti in suon di giubilo.
4 Dato riscontrabile dall'attestato, presentato da Caudana in qualità di partecipante al concorso per il titolo di organista e maestro di cappella del duomo di Cremona svoltosi nel luglio 1907, custodito presso: Archivio Storico Diocesano di Cremona, Fabbriceria della cattedrale, busta 29.
5 «Bollettino Salesiano», XXXVI (1912), 6, p. 183.
6 Cfr. Paolo Bottini, Regesto del “Fondo Caudana” nella Biblioteca Statale di Cremona, tesi di diploma presso il “Corso di perfezionamento liturgico-musicale” (Co.per.li.m.) della C.E.I., Frascati, 2001. L'intero corpus dei manoscritti musicali autografi è stato consegnato dalla figlia del Maestro, Giuseppina Tonetti Caudana (morta nel 2001), alla Biblioteca Statale di Cremona nel 1997. Il catalogo completo delle opere di Caudana, sempre a cura di Paolo Bottini, sarà pubblicato nel 2015 per i tipi della Nuova Editrice Cremonese.