«Caudana era eminentemente popolare: era la strada a cui l'avevano avviato i suoi primi educatori salesiani. Se scriveva per il popolo, ne uscivano canti che facevano subito colpo tra la massa. Basterebbe pensare al suo Lauda Sion e ai vari pezzi del Congresso Eucaristico del 1924. Se invece scriveva per la schola, le sue musiche miravano sempre ad essere comprese dal popolo».
«Ormai è divenuto popolarissimo in molte diocesi - scrive Caudana a Carrara - e conviene farlo conoscere maggiormente con molta reclame. Il vescovo di Cremona desidererebbe farlo diventare canto ufficiale dei Congressi Eucaristici e mi pare stia facendo delle pratiche in proposito. Non sarebbe il caso di stampare la parte canto e organo separatamente dagli altri tre [inni]? [...] Desidero fare bella figura io, ma voglio che la faccia anche Lei come editore».
Nel contempo Caudana considerava, forse un po' amaramente, che «[il mio Lauda Sion] anche qui è stato eseguito migliaia di volte e non ho mai preso un ghello» e che, quindi, «se mi dovessero pagare in ragione delle volte che è stato eseguito il mio 'Lauda Sion' potrei comperarmi, se non l'automobile, almeno un carretto con il ciuccio».
«Le bande del cremonese suonano quasi tutte gli inni miei da te pubblicati come marcie religiose nelle processioni e non so se hanno pagato: mi informerò presso l'agente dei diritti d'autore. Gli altri editori hanno pochissime marce religiose. [...] Mi pare quindi che tu facendo reclame dovrebbero eseguire quelle della tua edizione che sono belle».
Tuttavia all'epoca, quanto meno e a differenza di oggi, riguardo ai diritti d'autore per le musiche eseguite in chiesa
«a Cremona e diocesi [le parrocchie] pagano tutte con una tassa fissa dal minimo di lire 10 a 50 all'anno, per la musica eseguita sull'organo. Quando però vi sono funzioni straordinarie, come uffici funebri (con messa da morto coi cantori) pagano altra tassa».
Tornando agli inni eucaristici caudaniani, la possibilità di un largo impiego dei medesimi abbiamo visto stare molto a cuore sia all'autore che, ancor di più, all'editore Carrara:
«Ti ringrazio tanto per aver pensato di far reclamare al mio "Lauda Sion" mettendo sull'"Araldo" [di gennaio] e consigliandolo come il canto dei pellegrini per l'anno santo. Dovresti scrivere al Presidente dei Congressi Eucaristici mons. Angelo Bartolomasi vescovo [Ordinario Militare a Roma] (mio buon amico d'infanzia) che faccia passare il suddetto inno ufficiale dei Congressi. [...] A proposito di inni eucaristici ti prego di un favore: il vescovo di Andria (Bari) [mons. Ferdinando Bernardi] mio compaesano ed amico mi ha scritto in questi giorni domandandomi copia dei miei inni eucaristici "Lauda Sion" e Al SS. Sacramento (Qual regni tra i nimbi) e Pange Lingua, perché desidera che vengano eseguiti al prossimo Congresso che faranno nella sua Diocesi. Io non ne ho copia: ti prego di farne spedire una copia di tutti per canto e organo».
Carrara provvede e Caudana rincalza: «Ti ringrazio delle copie "Lauda Sion" che mi hai mandato e delle copie che hai mandato a mons. Bartolomasi [...]: gli scriverò insistendo perché faccia passare presto come inno ufficiale dei Congressi Eucaristici il Lauda Sion e sarà bene che scriva anche tu».
L'opera di divulgazione 'nazionale' viene innescata nel marzo 1933: «Domani mi troverò a pranzo col mio vescovo mons. Cazzani e con mons. Bartolomasi. Tirerò in ballo il mio "Lauda Sion"» e infatti nel 1934 l'Ordinario Militare monsignor Angelo Bartolomasi scrive a Caudana notando con piacere la grande diffusione del Lauda Sion, desiderando contribuire ad una maggiore ulteriore diffusione come inno ufficiale in tutti in congressi eucaristici e pregando Caudana di inviargliene dieci copie. Infine, giusto a testimonianza del grande successo popolare del Lauda Sion e degli altri canti sopra citati, ecco una breve cronaca della festa del Corpus Domini 1933 a Cremona:
«Ho terminato ora la funzione in cattedrale: processione magnifica. Il mio Lauda Sion ed il mio Pange lingua hanno trionfato: il coro formato da tutto il seminario e da due altri Istituti (circa 300 cantori) accompagnati benissimo dalla Banda Cittadina composta da 65 ottimi elementi, ha fatto un grande effetto. Giunti in piazza del duomo (gremitissima) tutto il popolo cantava con entusiasmo i due canti. Una cosa veramente commovente».
La fama del Lauda Sion caudaniano raramente veniva oscurata:
«Hai fatto bene proporre l'inno di Donini al Congresso di Fermo, ma sarà difficile che lo accettino perché in ogni regione vi è il compositore (quasi sempre un prete) che vuole imporre il suo inno: passa il mio Lauda Sion perché ormai è nel dominio pubblico, altrimenti boicotterebbero anche quello. Non hanno fatto così anche a Crema per il Congresso? Non hanno voluto il Lauda Sion di Caudana perché roba cremonese e non avendo il musicista cremasco capace di fare un inno si sono rivolti al Bambini perché dalle parti di Brescia!!! Ad ogni modo sono contento che cantino il mio e speriamo prendano anche quello di Donini che è molto bello».