a cura di Paolo Bottini
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«Ognuno chiede in qual modo cantare a Dio. Canta a Lui, ma canta bene. Egli non vuole che le sue orecchie siano offese. Canta bene, fratello.» (S. Agostino, Esposizioni sui salmi, Commento secondo al salmo 32, paragrafo 8)
Liturgia & Musica
Questo spazio nasce dalla mia esperienza di moderatore della mail circolare "Liturgia&Musica", avviata nel dic. 2005 per conto della “Associazione Italiana Organisti di Chiesa” (di cui fui segretario dal 1998 al 2011) al fine di tener vivo il dibattito intorno alla Liturgia «culmine e fonte della vita cristiana» e al canto sacro che di essa è «parte necessaria ed integrante» unitamente alla musica strumentale, con particolare riferimento alla primaria importanza dell'organo.
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giovedì 6 agosto 2026
Guccini all'organo (con Fausto Caporali)
Domenica 5 gennaio 2025 alla messa canonicale delle ore 11 in Cattedrale a Cremona, durante l'Offertorio il maestro Fausto Caporali ha suonato all'organo la musica de "Il vecchio e il bambino" di Francesco Guccini.
"Un vecchio e un bambino si preser per mano e andarono insieme incontro alla sera". La musica de "Il vecchio e il bambino" del cantautore Francesco GUCCINI è diventata oggi musica d'organo del maestro Fausto CAPORALI per la presentazione dei doni all'offertorio nella Messa delle 11 in Cattedrale. Una musica bellissima, quasi commovente suonata sul grande organo Mascioni del Duomo di Cremona con la solita grande abilità ormai conosciuta in tutto il Mondo dal maestro Caporali, tra l'altro titolare della Cattedra di Organo complementare e Canto gregoriano presso il Conservatorio di Milano.
Qualcuno ha riconosciuto la canzone del cantautore italiano, altri si sono certamente chiesti che cosa fosse quella bella musica mai eseguita all'organo. Per chi è diventato grande con la musica di Francesco Guccini, non è stato difficile ricoscerla. Il brano è del 1972, oltre cinquant'anni fa e, oltre a quella del cantautore, ne esiste un'altra splendida versione de "I Nomadi".
Quella di Guccini fa parte dell'album "Radici" e in essa un vecchio racconta a un bambino di un mondo ormai scomparso: il vecchio incarna la vita vissuta e camminano insieme verso un futuro incerto.
Così Alberto Pellegrino racconta su Musicultura quella canzone: «Di fronte alla desolata pianura che si apre dinanzi ai suoi occhi, il vecchio sente il bisogno di raccontare con triste disincanto la visione di un mondo che appartiene al passato. Le sue parole rievocano la bellezza di un vissuto ormai perduto per sempre, la nostalgia per un mondo che ora appare nebuloso e incerto. Il disastro nucleare e la devastazione ambientale sono rappresentati in modo incisivo ed emozionante: quel deserto coperto di polvere rossa, quella luce offuscata dal fumo degli incendi, quel silenzio agghiacciante riempiono di lacrime gli occhi del vecchio, provocano in lui un’ondata di ricordi che gli fanno venire in mente quanto fosse bella quella pianura con gli alberi, i fiori, i colori e le voci, Ora che tutto questo è scomparso, quel mondo lontano appare al bambino come un’invenzione della fantasia da parte del vecchio che, dopo aver subito “le ingiurie degli anni”, non riesce più a distinguere i sogni dalla tragica realtà che li circonda».
Un testo bellissimo, una poesia supportata da una musica struggente eseguita anche da intere orchestre. Caporali non è nuovo a queste contaminazioni, sono diventati famosi i suoi concerti con Antonella Ruggiero, già straordinaria voce dei Matia Bazar o con il jazzista Enrico Rava.
Alla fine della Messa delle 11, come accade spesso, molti turisti e fedeli anche oggi, hanno applaudito le variazioni organistiche del maestro Fausto Caporali. In chiesa avevamo sentito De André con alcuni brani della Buona Novella, ma mai Guccini.
Perché «dobbiamo portare quello che di bello c'è nel mondo dentro la Chiesa - dice Caporali - lo ha detto anche don Julìan Carròn [*]. D'altra parte - sottolinea ancora Caporali - l'Aria sulla quarta corda di Bach, che è un brano laico, viene spesso suonato in chiesa».
E la bella musica, anche quella non nata per funzioni religiose, rende sempre gloria a Dio.
[articolo tratto da cremonasera.it]
[*] 2005 al 2021 presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione
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martedì 2 dicembre 2025
La musica liturgica: tradizione, tendenze attuali e possibili scenari futuri (di F. Caporali)
LA MUSICA LITURGICA: TRADIZIONE, TENDENZE ATTUALI E POSSIBILI SCENARI FUTURI
- articolo uscito sul periodico «Il Mosaico della Chiesa di Cremona», ISSN 2975-0962, Dicembre 2025
sabato 8 novembre 2025
Considerazioni per una rivalutazione del ruolo dell'organista (di F. Caporali, F. Finotti, G. Parodi, S. Rattini)
- «[...] la convinzione diffusa che l'azione di tutela sia compiuta nel momento in cui cassa e fonica [dell'organo] sono restaurate, è erronea; lo strumento a quel punto è recuperato, ma se non riprende a suonare regolarmente, ogni intervento sarà stato inutile. Il restauro, quindi, non è momento finale, ma stadio iniziale del recupero della funzione dello strumento e della sua creatività. Infatti esso, suonato regolarmente e sottoposto a periodiche manutenzioni, potrà vivere a lungo senza aver bisogno di ulteriori interventi di restauro, importanti, ma comunque traumatici». [*]
Cremona, 8 novembre 2025
[*] Giovanna Di Matteo (storica dell'arte), dalla prefazione al volume Il Suono dell'Arte / Gli organi antichi della provincia di Chieti, a cura di Alberto Mammarella, Edigrafital, S. Atto di Teramo 2002
mercoledì 1 novembre 2017
Il "lavoro nero" dell'organista di chiesa
Gentili lettori,
il 26 ottobre 2017 a Cagliari si teneva la 48.a Settimana Sociale dedicata al lavoro.
Anche il Papa Francesco è intervenuto con un video-messaggio nel quale ha condannato la precarietà e il lavoro nero.
Non ho potuto altro che pensare a tutti quei suonatori d'organo che la domenica in tantissime chiese italiane svolgono più o meno regolare servizio liturgico in cambio di una misera mancia brevi manu: molti di essi sono diplomati in conservatorio, alcuni hanno anche osato conseguire il titolo di studio in "Organo per la liturgia" fortemente auspicato dalla CEI nel 2001 ma che dal punto di vista degli sbocchi lavorativi è una solenne illusione (in altre parole: i vescovi italiani t'incoraggiano a prender la laurea di secondo livello in organo liturgico ma poi in cambio di cinque messe ogni domenica e festa ti allungano un'elemosina in contanti o magari in natura!).
I soldi per la riqualificazione della musica cultuale ci sarebbero - lo spiegava bene nel 2007 l'organista titolare del Duomo di Cremona Fausto Caporali nel suo articolo "Ogni due organi restaurati, si finanzi un organista!" (ma già nel 1999 don Marino Tozzi, sacerdote nella diocesi di Forlì-Bertinoro, dimostrava la praticabilità di attingere ai fondi dell'Otto per Mille al fine di contribuire agli emolumenti degli organisti delle Cattedrali, tanto per cominciare!) - soltanto che a nessuno alla CEI passa minimamente per il cervello di investire denaro dal calderone dell'otto-per-mille per pagare organisti professionisti che siano anche responsabili della musica e del canto, quanto meno a partire proprio dalla chiesa cattedrale di ogni diocesi!
Ma il problema è meramente culturale, come puntualizzato da monsignor Vincenzo De Gregorio: la Chiesa non sente la necessità di investire in una materia che ritiene di opzionale importanza come la musica e il canto nel culto divino, di conseguenza il campo liturgico - che veramente sarebbe vitale per la vita cristiana [cfr. Sacrosanctum Concilium 10] - è governato dall'anarchia: una vera e propria anarchia liturgico-musicale!.
Insomma: suonare l'organo a messa non è un lavoro, è un servizio liturgico come qualsiasi altro (lettore, salmista, chierichetto, cantore, chitarrista, bonghista...) e come tale va svolto gratuitamente!
:-/
Per un ulteriore approfondimento invito a leggere alcune considerazioni di don Valentino DONELLA (Direttore del Bollettino Ceciliano) circa la questione del riconoscimento economico dell'attività di organista di chiesa...
Cordialmente vostro
Paolo Bottini
www.paolobottini.it
Cremona, domenica 29 ottobre 2017
sabato 10 novembre 2012
La messa "Caudanina": partecipazione attiva ‘ante litteram’
almeno per nome immagino conoscerete il mio illustre concittadino Federico CAUDANA, dal 1907 al 1963 organista titolare e maestro di cappella della Cattedrale di Cremona e fin dal 1924 autore di spicco presso l’editore Carrara di Bergamo.
Musicista di formazione tardo-ottocentesca (studiò e si diplomò al Conservatorio di Milano), ha contribuito, con il suo stile generosamente melodico (ben lontano da certo «letargico» cecilianesimo) alla valorizzazione del canto popolare, grazie anche agli stimoli costanti ricevuti da Vittorio Carrara, musico-editore che ha fatto la storia della musica sacra in Italia.
Il suo esperimento meglio riuscito fu certamente la messa Laus tibi Christe, pubblicata dalle Edizioni Carrara di Bergamo nel 1939, la cui scorrevole e intuitiva cantabilità facilitò ampia diffusione (venne per questo battezzata "Caudanina"), tanto che ancora oggi a livello popolare è la musica per cui Federico Caudana è ricordato in Italia e nel mondo. Su questa messa apparve subito la seguente recensione ne «L’Osservatore Romano»:
«Lavoro di fattura semplice e quanto mai appropriato al fine preposto. La pratica corale consente al M.° Caudana un esperto trattamento del canto, all’intento di ottenere i migliori risultati, evitando ogni difficoltà di esecuzione alla massa degli esecutori. La melodia, sillabica e diatonica, ha il suo motivo generatore nell’accentuazione della parola, ed è disegnata in modo che la chiarezza del testo sia sempre evidente e non risulti difficile la declamazione. Un accompagnamento sobrio sostiene il canto senza appesantirlo; accompagnamento facile, ma pure curato con molta attenzione. Questa nuova Messa, scritta per il popolo e destinata alla grande massa del popolo, se da un lato dà prova dell’abilità, in materia di canto popolare, dell’illustre Maestro, da un altro mostra, ancora una volta, come le Edizioni Musicali Carrara mirino al più nobile dei risultati: quello della rieducazione popolare per mezzo dell’arte».
Cliccando il seguente collegamento potrete ascoltare la versione integrale della Messa "Caudanina", eseguita utilizzando l'accompagnamento organistico originale così come pubblicato dalle Edizioni Carrara nel 1939.
Far cantare la gente a messa: quasi un quarto di secolo prima della Sacrosanctum Concilium e con risultati che erano ben più soddisfacenti rispetto a quel poco che invece si riesce a fare oggi dopo quasi mezzo secolo dalla riforma liturgica del Vaticano Secondo: infatti sembra che nel frattempo le nostre assemblee liturgiche si siano impigrite e abbiano via via perso il senso di una vera piena e consapevole attiva partecipazione all’Eucaristia domenicale (una involuzione, dunque, rispetto a quanto invocato dal Concilio!), vissuta sempre più precetto da assolvere che come inappagabile emozione da rivivere ogni sette giorni!
Cordiali saluti ed auguri di buona musica a tutti.
Paolo Bottini

