Liturgia & Musica

Questo spazio nasce dalla mia esperienza di moderatore della mail circolare "Liturgia&Musica", avviata nel dic. 2005 per conto della “Associazione Italiana Organisti di Chiesa” (di cui fui segretario dal 1998 al 2011) al fine di tener vivo il dibattito intorno alla Liturgia «culmine e fonte della vita cristiana» e al canto sacro che di essa è «parte necessaria ed integrante» unitamente alla musica strumentale, con particolare riferimento alla primaria importanza dell'organo.

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venerdì 17 gennaio 2025

Per una regolamentazione (ecclesiale) dell'ufficio di Organista nelle chiese

[Paolo Bottini all'organo positivo di scuola napoletana nella basilica di S. Maria di Campagna in Piacenza]

 


Qualcuno, tempo fa, esprimeva voti affinché [cito, aggiungendo tra parentesi quadre le mie glosse riguardanti l'hic et nunc!]:


1) gli organisti siano educati allo spirito liturgico, fonte d'ispirazione della loro missione artistica [ove presenti, percorsi di formazione liturgica per organisti sono semplicemente una proposta, nessun obbligo!];

2) nessuno venga ammesso ad esercitare l'ufficio di Organista nelle chiese senza formale autorizzazione delle Autorità Ecclesiastiche [purtroppo, siccome «ogni parroco è papa» - v. http://liturgiaetmusica.blogspot.com/2017/10/anarchia-liturgico-musicale.html -, a nessun prevosto passa per il cervello di rilasciare formale autorizzazione allo strimpellatore domenicale di turno, tanta manna se qualche vescovo ha sottoscritto più o meno formale atto di nomina dell'organista della sua Cattedrale!];

3) per la nomina di Organista o di Maestro si segua costantemente la norma e il risultato dei concorsi [nemmeno l'organista "titolare" della basilica di S. Pietro in Vaticano è stato nominato per concorso! Addirittura, ove si facciano bandi, si offre un posto di lavoro... gratuito (come presso la diocesi di  Altamura nel 2024)] ;

4) anche in Italia sorga la Federazione degli Organisti Italiani, aggregata all'Associazione Italiana Santa Cecilia [risulta invece essere incorporato nell'AISC un mero "segretariato organisti"; tra il 1994 e il 2011 esisteva la "Associazione Italiana Organisti di Chiesa", sodalizio uscito dagli auspici di alcuni convegni organistici promossi dall'Accademia di Musica Italiana per Organo di Pistoia]

5) i Comuni d'Italia, rievocando e rinnovando l'espressione di antiche provvidenze dei padri, restaurino nel bilancio annuale una equa dotazione per la Cappella musicale, focolare di cultura oggi come già un tempo, decoro d'arte ed espressione di fede [!]


Se oggi fosse finalmente convocata una nuova Adunanza Organistica nazionale - come la prima (di una serie) che si tenne nell'estate del 1930 a Trento, dai cui atti ho tratto i sopracitati auspici (v. «Bollettino Ceciliano - organo mensile dell'Associazione Italiana di Santa Cecilia», anno XXV, n. 9-10. set.-ott. 1930, p. 162) - forse si potrebbe presentare al tavolo della presidenza della Conferenza Episcopale Italiana la messa in opera (dopo quasi un secolo) di così sagge intenzioni!

Grazie per la cortese attenzione.


Cremona, il 17 gennaio 2025


sabato 31 agosto 2024

Concorso per posto di organista titolare della Cattedrale (stipendio garantito: zero!) ...





... ma come, pretendete che il candidato sia in possesso di titolo di studio accademico e avete la faccia tosta di chiedergli che dovrà lavorare aggratis?!

:-/

Per la serie https://www.organieorganisti.it/remunerazione-organista-liturgico-musicista-chiesa ...



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Prot. N. 20/2024/DN

«Nella Chiesa latina si abbia in grande onore l’organo a canne, strumento musicale tradizionale, il cui suono è in grado di aggiungere un notevole splendore alle cerimonie della Chiesa, e di elevare potentemente gli animi a Dio e alle cose celesti» (Sacrosanctum Concilium, 120).

Considerato che la Cattedrale di Altamura e le Concattedrali di Gravina in Puglia e di Acquaviva delle Fonti sono dotate di monumentali organi a canne di grande interesse storico e artistico, con una amplissima gamma e ricchezza di registri, recentemente oggetto di ingenti e accurati interventi di restauro, è nostro dovere vigilare che tali strumenti vengano usati da persone fornite di adeguata preparazione in campo musicale e liturgico.

Pertanto, accogliendo il suggerimento da parte del Direttore dell’Ufficio diocesano per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto, con il presente provvedimento promulgo le

Norme
per l’incarico di Organista della Cattedrale di Altamura
e delle Concattedrali di Gravina in Puglia e di Acquaviva delle Fonti.


1. È costituito presso la Cattedrale di Altamura [d’ora in poi Cattedrale] e le Concattedrali di Gravina in Puglia e di Acquaviva delle Fonti [d’ora in poi Concattedrale/i] l’Albo degli Organisti della Cattedrale o della Concattedrale, pubblicato sulle rispettive bacheche, nonché sul sito web della Diocesi.

2. Potranno essere iscritti all’Albo coloro che sono in possesso del diploma in organo, conseguito presso un Conservatorio o almeno presso una Scuola Diocesana di Organo.

3. I Candidati dovranno presentare all’Ente proprietario della rispettiva Cattedrale o Concattedrale [*] domanda scritta di iscrizione all’Albo, corredata di:
a) copia del titolo di cui al n. 2 delle presenti Norme;
b) attestazione scritta da parte del Parroco/Rettore della chiesa dove svolgono abitualmente il servizio di organista [§];
c) documentazione attestante altri eventuali titoli ed esperienze in ambito liturgico;
d) Curriculum vitae.

4. L’accettazione della domanda è subordinata all’approvazione del Legale rappresen- tante dell’Ente proprietario di cui al n. 3 delle presenti Norme, sentito il parere del Parroco/Rettore della Cattedrale o Concattedrale e del Responsabile per la Sezione Musica Sacra dell’Ufficio Liturgico diocesano. Questi, presa visione della documentazione, potranno richiedere l’espletamento di una prova attitudinale, che preveda una parte pratica e un colloquio.

5. L’iscrizione all’Albo permetterà ad ogni Organista di poter prestare il proprio servizio nella Cattedrale o Concattedrale, utilizzando all’occorrenza l’organo ivi presente.
In ogni caso, il Vescovo diocesano provvederà a nominare uno o più “Organisti titolari” della Cattedrale o Concattedrale.

6. La titolarità dell’Organista si intende valida per un triennio, rinnovabile per altri trienni. Potrà essere revocata in qualunque momento, previa comunicazione scritta all’interessato, riportando le motivazioni della decisione stessa.

7. L’essere Organista (anche titolare) non comporta di per sé alcun rapporto di dipendenza o di lavoro, ma si tratta di un mero titolo onorifico, e, d’altra parte, le prestazioni rese si intende che siano a titolo gratuito.

8. Gli Organisti possono richiedere in qualunque momento la rimozione dall’Albo di tutti o alcuni dei loro dati.

Le presenti Norme entrano in vigore a partire dalla data odierna. 

Dato in Altamura, dalla Sede Vescovile, il 10 giugno 2024

Il Cancelliere Vescovile
Sac. Vincenzo Panaro

+ Giuseppe Russo Vescovo

[*] Per Altamura e Gravina in Puglia, il Capitolo Cattedrale o Concattedrale; per Acquaviva delle Fonti, la Diocesi. 

[§] Qualora il Candidato risultasse privo di adeguata formazione liturgico-musicale, si chiede che possa provvedere a colmare tale lacuna, partecipando a corsi appositamente destinati.


- tratto da https://www.diocesidialtamura.it/2024/08/27/norme-per-lincarico-di-organista-la-nota-di-mons-russo/


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Gentile Vescovo Mons. Giuseppe Russo,

Le scrivo con tutta l'umiltà possibile per esprimere la mia più profonda delusione provocata dalla lettura del bando in oggetto, recentemente pubblicato sul blog della Diocesi di Altamura.

Sono un organista che ha seguito un lungo e faticoso percorso di studi per arrivare a fregiarmi di questo titolo. Studi che hanno avuto un costo non indifferente negli anni, a livello di libri, lezioni, masterclass e, soprattutto, tempo. Tempo investito per raggiungere il massimo livello e distinguermi dal diettantismo che purtroppo imperversa nelle chiese italiane sottraendo "lavoro" e possibilità di crescita e affermazione personale a chi ha portato a compimento gli studi canonici. Tempo che mi ha impedito, inoltre, di apprendere e svolgere altre mansioni per guadagnarmi da vivere. 

Sappiamo bene che la sempre più scarsa preparazione culturale degli aspiranti sacerdoti del culto cattolico fa sì che non si sappia più distinguere un organista "bravo" da un incapace, e che questi ultimi spesso e volentieri vengono allegramente accolti nelle chiese per animare la liturgia, solo perché si prestano gratuitamente.

Sappiamo altrettanto bene che fuori dall'Italia la chiesa cattolica, anche se segna il passo rispetto a quella protestante in tema di musica liturgica, tiene in maggiore considerazione il mestiere di organista.

Mi chiedo, allora, perché si continui a sottovalutarlo qui da noi, dove la Musica Sacra ha le sue radici più profonde. Perché si continui a perpetrare questa umiliazione nei confronti di chi chiede solamente un giusto compenso al suo lavoro. Perché si ignori un aspetto culturale che potrebbe risollevare le sorti della Chiesa stessa, facendo leva sulla grande forza di volontà e l'insospettabile potenzialità di molti giovani musicisti disposti a dedicare il loro tempo prezioso all'arricchimento della liturgia. 

Sono convinto che Lei non manderebbe via l'organista a fine messa senza dargli almeno una "regalia", una "mancia". Ma non è questo il giusto tributo che serve a mantenere in vita un essere umano che voglia metter su una famiglia, come Voi ci insegnate. Cosa significa, allora, la frase "Date a Cesare quel che è di Cesare"? Non vale anche per la Chiesa? Dare il giusto tributo, allo Stato così come a chi svolge una professione. E la nostra è una professione, caro Vescovo. Così ci hanno insegnato i nostri padri. E qualcuno dovrà pur riconoscerla prima o poi, non Le pare? 

Altrimenti, se proprio non volete riconoscere quella dell'organista liturgico come una vera professione, Le suggerisco di reintrodurre lo studio della Musica, della teoria, del canto gregoriano, dell'organo in tutti i seminari. Solo in quel caso potrete esigere, dai Vostri accoliti istruiti in tal senso, che svolgano il ministero senza nulla pretendere.

Spero di non averLa offesa in alcun modo, e La saluto cordialmente con la speranza di poter aprire un dialogo costruttivo.


* * *

Alla luce di alcune segnalazioni, la Diocesi di Altamura, in data 3 settembre 2024, ha rettificato il documento relativo all’uso degli organi presso la cattedrale e le due concattedrali della diocesi, con riferimento ai due uffici diocesani competenti per materia.
È stato modificato altresì il genere del documento, titolandolo ‘Disposizioni’ più consono alla natura del documento stesso. A seguire il testo ufficiale completo della rettifica:

Diocesi di Altamura – Gravina – Acquaviva delle Fonti

«Nella Chiesa latina si abbia in grande onore l’organo a canne, strumento musicale tradizionale, il cui suono è in grado di aggiungere un notevole splendore alle cerimonie della Chiesa, e di elevare potentemente gli animi a Dio e alle cose celesti» (Sacrosanctum Concilium, 120).

Considerato che la Cattedrale di Altamura e le Concattedrali di Gravina in Puglia e di Acquaviva delle Fonti sono dotate di monumentali organi a canne di grande interesse storico e artistico, con una amplissima gamma e ricchezza di registri, recentemente oggetto di ingenti e accurati interventi di restauro, si stabilisce quanto segue, al solo scopo di assicurare che tali delicati strumenti musicali di notevole valore vengano adoperati con competenza, passione e responsabilità per realizzare una “musica santa, perché santi sono i riti”1, nel rispetto degli stessi strumenti.

Con il presente provvedimento, pertanto, a cura degli uffici diocesani competenti, sono pubblicate le seguenti

Disposizioni
per la costituzione di un albo di organisti/musicisti

per la Cattedrale di Altamura
e le Concattedrali di Gravina in Puglia e di Acquaviva delle Fonti.

  1. È costituito presso la Cattedrale di Altamura [d’ora in poi Cattedrale] e le Concattedrali di Gravina in Puglia e di Acquaviva delle Fonti [d’ora in poi Concattedrale/i] l’Albo degli Organisti/musicisti della Cattedrale e delle Concattedrali.

  2. Potranno essere iscritti all’Albo coloro che sono in possesso del diploma in organo, conseguito presso un Conservatorio o presso una Scuola Diocesana di Organo, coloro che sono in possesso di un diploma di organista liturgico rilasciato dall’Ufficio Liturgico Nazionale, ovvero coloro che frequentano corsi per strumenti a tastiera presso enti educativi e formativi musicali (Accademie, Conservatori, Licei Musicali), comprovanti il possesso delle adeguate competenze tecnico-pratiche necessarie all’uso degli strumenti a tastiera.

1 Francesco, Discorso alle Scholae Cantorum dell’Associzione Italiana Santa Cecilia, Aula Paolo VI, 28 settembre 2019.

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3. I Candidati dovranno presentare all’Ente proprietario della rispettiva Cattedrale o Concattedrale2 domanda scritta di iscrizione all’Albo, corredata di:

  1. a)  copia del titolo di cui al n. 2 delle presenti Norme;

  2. b)  attestazione scritta da parte del Parroco/Rettore della chiesa dove svolgono

    abitualmente il servizio di organista3;

  3. c)  documentazione attestante altri eventuali titoli ed esperienze in ambito liturgico;

  4. d)  Curriculum vitae.

4.L’accettazione della domanda è subordinata all’approvazione del Direttore dell’Ufficio Liturgico Diocesano e del Responsabile per la Sezione Musica Sacra dell’Ufficio Liturgico diocesano, sentito il parere del Parroco/Rettore della Cattedrale o Concattedrale. Questi, presa visione della documentazione e, se ritenuto opportuno, dopo l’espletamento di una prova attitudinale costituita da una parte pratica e da un colloquio, conclusasi con esito positivo, potranno decretare l’iscrizione del candidato all’Albo di cui al punto n.1.

  1. L’iscrizione all’Albo permetterà ad ogni Organista di poter prestare il proprio servizio nella Cattedrale o Concattedrale, utilizzando all’occorrenza l’organo ivi presente.

  2. Gli Organisti possono richiedere in qualunque momento la rimozione dall’Albo di tutti o alcuni dei loro dati.

3 settembre 2024

Ufficio per i Beni Culturali e l’Edilizia di Culto Ufficio Liturgico

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2 Per Altamura e Gravina in Puglia, il Capitolo Cattedrale o Concattedrale; per Acquaviva delle Fonti, l’ente Diocesi.

3 Qualora il Candidato risultasse privo di adeguata formazione liturgico-musicale, si chiede che possa provvedere a colmare tale lacuna, partecipando a corsi a ciò destinati.



 

sabato 15 agosto 2020

L'impoverimento dei riti

Per millenni la Chiesa si è preoccupata di farci capire in tutti i modi – con le parole, con gli atti, con l’architettura, con gli arredi – che la cena del Signore non è soltanto una cena, ma è, come ci insegna il Concilio Vaticano II, la ripresentazione e l’applicazione dell’«unico sacrificio del Nuovo Testamento, il sacrificio cioè di Cristo, che una volta per tutte si offre al Padre quale vittima immacolata» (Lumen gentium, 28). 


In questi ultimi tempi invece agli occhi di molti pare che la più urgente necessità pastorale sia diventata quella di persuadere a poco a poco – con le parole, con l’impoverimento dei riti, con le banalizzazioni dei gesti – che la Messa sia solo il ricordo di un pasto, o tutt’al più la celebrazione di un convito fraterno. 

I nostri padri, stupiti e commossi dalla presenza del «mistero della fede», cioè dell’avvenimento centrale e più determinante della vicenda umana, erano incontentabili nel convocare tutte le arti e tutti i tesori a onorare il sacrificio di Cristo ripresentato tra noi; pare invece che il nostro tempo abbia scelto la strada della riduzione al minimo e della più povera schematicità. 

Sarà anche una saggezza nuova. Resta però il fatto che, mentre le nostre case si fanno sempre più adorne di lussi e fornite di comodi, noi riserviamo il nostro amore per la povertà ai luoghi della grande e tremenda «Presenza». 

C’è da dubitare che il Signore sia proprio di questo parere, lui che per la prima celebrazione eucaristica [...] non ha scelto lo squallore di una stanza disadorna né si è accontentato della casualità di un qualunque locale, ma ha voluto un ambiente di grande dignità: «al piano superiore, una grande sala con i tappeti, già pronta» (Mc 14,15). 

Giacomo Card. BIFFI


- testo tratto da: (omelia del Corpus Domini 1991, in «Bollettino dell'Arcidiocesi di Bologna» LXXXII, 5/1991, pp. 146-148)

domenica 29 aprile 2018

L'ORGANISTA IN CHIESA: da una professionalità riconosciuta ad una ministerialità acquisita




L'ORGANISTA IN CHIESA: 
da una professionalità riconosciuta ad una ministerialità acquisita

di Vincenzo De Gregorio [*]


[...] il tentativo di comunicare argomenti sulla professionalità dell'organista in chiesa e sulla sua ministerialità, costituisce né argine né confine, piuttosto, si potrebbe pensare, palude, incertezza. Ciò soprattutto se si accompagnano con i termini professionalità e ministerialità, gli aggettivi riconosciuto ed acquisito."Riconosciuta": da chi? Da che? "Acquisita": dove e da chi? [...]

In Italia la professionalità del musicista, considerata come abilitazione all'esercizio della professione, è praticamente inesistente non richiesta attestarsi per l'esercizio della professione musicale, se non nell'ambito degli ordinamenti scolastici al fine di essere ammessi alla professione di insegnante di musica nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado. Tale situazione è comune a tutto il mondo della produzione artistica, ed è ovvio che sia così, visto che l'abilità e la capacità nell'ambito dell'arte non sono legate ad un percorso didattico definito e definibile.

Resta vero, però, che proprio per questo motivo, i percorsi formativi scolastici ed accademici o di Conservatorio, nell'ambito dell'esercizio artistico sono a volte la necessaria condizione per instaurare un rapporto di reciproco riconoscimento e fiducia tra chi richiede l'arte al servizio di un suo progetto o di una sua esigenza e di chi questa arte offre. L'universo tanto articolato e variegato delle arti nell'ambito del mondo dello spettacolo, quello che viene promosso in tutte le circostanze festive e celebrative è ricco di artisti che non sono impegnati perché possiedono un titolo di studio: sono artisti e basta. [...]

Le incertezze sul destino della figura professionale dell'organista in chiesa, incertezze per le quali non abbiamo, purtroppo, motivo di sperare dissoluzione nei tempi prossimi, sono motivate sia dallo stesso ordinamento dell'insegnamento musicale in Italia sia, per motivi ancor più cogenti, dalla prassi e dagli ordinamenti vigenti nella Chiesa italiana, prassi e ordinamenti che a questa professionalità non dedicano nessuna attenzione concreta, se non in sporadiche situazioni.

Quale sia la figura di organista alla quale riferirci per attribuirgli, oggi, un identità professionale, è molto incerto: l'incertezza nasce dalla stessa figura degli organisti nella storia della chiesa italiana: quali sono state le professionalità richieste? Quali sono state le esigenze e le attese, nella Chiesa, nei confronti degli organisti sia da parte dei responsabili sia da parte dei fedeli? [...]

[*] preside del Pontificio Istituto di Musica Sacra e consulente musicale della Conferenza Episcopale Italiana

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